Barbara D’Urso rompe il silenzio su Mediaset: «Fanta-denaro e fanta-pretese, a breve saprete la verità»

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Giovedì sera, affidando a un post su X e a una storia Instagram – ormai strumenti consueti per chi, come lei, ha costruito un’imperitura abitudine alla comunicazione diretta con il pubblico –, Barbara D’Urso ha finalmente rotto un silenzio che durava da mesi. «Sto leggendo cose di fanta-denaro, di mie fanta-pretese», ha scritto la conduttrice, accompagnando la frase con un’annotazione quasi ironica («Sorrido») e una promessa: «A breve saprete la verità, le vere motivazioni». Un’uscita, la sua, che non è affatto casuale, né tantomeno generica, perché arriva a ridosso dell’avvio di una causa legale da lei stessa intentata contro la ex azienda, Mediaset. Nessuna ammissione, né smentita secca su cifre; piuttosto una presa di distanza netta da quelle che definisce ricostruzioni fantasiose, come se volesse ribaltare il tavolo delle narrazioni prima ancora che si solidifichi una versione pubblica dei fatti.

La guerra in tribunale e il ventennio spezzato

Sarà il tribunale civile di Milano, con ogni probabilità, a celebrare quella che molti già definiscono l’atto finale del divorzio tra D’Urso e il Biscione. Un rapporto, il loro, durato circa vent’anni – un’era geologica per la televisione italiana – e interrottosi in modo brusco, ormai tre anni fa, senza che nessuno dei due contraenti abbia mai davvero raccontato l’antefatto nei dettagli. Lei parla di persecuzioni e angherie, di un allontanamento ingiusto e umiliante; Mediaset, invece, descrive una vicenda ormai logorata, in cui l’azienda avrebbe cercato di venire incontro il più possibile a quella che era, a tutti gli effetti, una delle sue stelle più brillanti. Nel mezzo, un silenzio rotto solo da qualche commento amareggiato e da voci insistenti – tra cui quella, mai confermata, di un veto della famiglia Berlusconi su un suo eventuale ritorno in tv – sulle quali la diretta interessata non si è mai soffermata pubblicamente.

Le cifre che girano (e che lei non riconosce)

Secondo quanto riferito da Ansa, una fonte anonima e vicina agli ambienti televisivi avrebbe però fornito elementi più concreti sulla controversia. La stessa fonte parla di un guadagno complessivo che si aggirerebbe intorno ai 35 milioni di euro, maturati dalla conduttrice nel lungo arco della sua collaborazione con l’azienda di Cologno Monzese. Non solo: sempre secondo questa ricostruzione non firmata, sarebbero emersi dettagli sulle trattative del 2023, cioè l’anno successivo alla separazione, quando forse si tentò ancora un riavvicinamento. È esattamente a questo genere di fughe notizie che D’Urso risponde con il «fanta-denaro» e le «fanta-pretese», rigettando l’intero impianto numerico senza però offrire una contro-cifra o una propria versione tabellare dell’accaduto. Preferisce invece spostare l’attenzione sulle «vere motivazioni», quelle che promette di svelare a breve.

La strategia social e l’attesa della verità giudiziaria

Scegliere i social, in una fase così delicata, non è mai solo un dettaglio formale. X e Instagram diventano per D’Urso un modo per aggirare le mediazioni giornalistiche, per parlare direttamente a chi l’ha seguita per anni – quelli che ricordano ancora “Pomeriggio Cinque” e “Live – Non è la D’Urso” – e per fissare una cornice narrativa alternativa a quella che filtra attraverso le agenzie o le ricostruzioni anonime. La sua, insomma, è una controffensiva comunicativa lanciata prima ancora che il giudice civile si esprima. Nessuna anticipazione sulle richieste economiche, né sulle reali cifre in gioco; solo la promessa di una verità che, a suo dire, sarà diversa da quella raccontata finora. Il tribunale di Milano dovrà ora stabilire se la rottura sia stata figlia di angherie sistematiche – come lei sostiene – o semplicemente l’epilogo fisiologico di un rapporto ultradecennale ormai giunto al capolinea. In attesa di udienze e memorie difensive, resta l’immagine di una professionista che, dopo tre anni di relativo silenzio, ha deciso di parlare a modo suo: breve, ironico e senza numeri tra i piedi.

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