Il gol di Troilo a San Siro, l’analisi di Marelli: “Il regolamento dice che non andava convalidato, ecco perché”

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La ventiseiesima giornata di Serie A, la settima del girone di ritorno di questo campionato 2025-2026, si arricchisce di un episodio destinato a far discutere a lungo negli studi televisivi e non solo. L’incontro tra il Milan e il Parma, terminato con il risultato di 0-1 in favore dei ducali grazie a una rete di Mariano Troilo nel finale, ha scatenato più di una perplessità per quanto riguarda la gestione arbitrale della partita. L’ex arbitro Luca Marelli, intervenuto nel post-gara sui microfoni di DAZN, ha sezionato con cura l’azione incriminata, sollevando dubbi non solo sulla decisione finale del direttore di gara, Marco Piccinini di Forlì, ma anche sulla procedura che ha portato alla convalida della rete -1-6.

Le dinamiche del contatto in area di rigore

Nel dettaglio della moviola, Marelli ha inizialmente concentrato la propria attenzione sul duello aereo tra il difensore rossonero Davide Bartesaghi e lo stesso Troilo, autore del gol. Su questo specifico frangente, l’opinionista non ha avuto esitazioni: il contatto, per quanto fisico, è da considerarsi regolare. Bartesaghi, come spiegato dall'esperto, non salta per contendere il pallone e subisce passivamente la pressione dell'attaccante, che invece stacca da terra in modo pulito e senza alcuna spinta irregolare -1-6. Se la gara aerea fosse stata l'unica movente della discussione, probabilmente non si sarebbe nemmeno parlato di un errore.

Il nodo centrale della questione, tuttavia, risiede altrove e riguarda il comportamento del difensore crociato Lautaro Valenti. Secondo la ricostruzione di Marelli, Valenti avrebbe deliberatamente ostacolato il portiere francese Mike Maignan, impedendogli di fatto qualsiasi possibilità di intervento sul pallone proveniente dalla bandierina. Il richiamo al regolamento, in questo caso, è stato puntuale e senza possibilità di fraintendimenti: si parla di ostruzione, un'infrazione che si configura quando un calciatore ostruisce la traiettoria di un avversario con il in modo volontario, specialmente quando il pallone non è giocabile. “Valenti pare molto volontario nei suoi movimenti”, ha dichiarato Marelli, sottolineando come il difensore del Parma si sia posizionato proprio sulla linea d'azione del portiere con micromovimenti mirati, una dinamica che integra perfettamente la fattispecie di fallo prevista dalla Regola 12 -1-6.

Il cortocircuito del protocollo Var e la convalida

A rendere ancora più spinosa la situazione, secondo l'analisi dell'ex arbitro, è stata la gestione del protocollo Var da parte della terna arbitrale. Inizialmente, Piccinini aveva annullato la rete segnalando un'irregolarità, probabilmente proprio quella stessa ostruzione o un ipotetico fallo in attacco. La decisione in campo, quindi, era già stata presa e il gioco era ripreso regolarmente con un calcio di punizione a favore della squadra di casa. La chiamata da parte della sala Var, con conseguente on-field review, ha rappresentato per Marelli un errore procedurale grave quanto l'episodio tecnico stesso -1.

Il protocollo, infatti, stabilisce che l'intervento della tecnologia sia giustificato solo in presenza di un “chiaro ed evidente errore”. Nel momento in cui l'arbitro, richiamato al monitor, rimane per diversi secondi a osservare le immagini in preda al dubbio, significa che l'errore non è affatto chiaro ed evidente. “Essendo un dubbio non è da On Field Review”, ha tagliato corto Marelli, il quale ha aggiunto come quel lungo tempo di consultazione davanti allo schermo sia la prova lampante che la situazione fosse interpretabile e, pertanto, la scelta iniziale del direttore di gara avrebbe dovuto prevalere -1-6. Un paradosso normativo che ha finito per premiare la squadra ospite.

La cronaca di una domenica amara per i rossoneri

Al di là delle discussioni regolamentari, il campo ha parlato chiaro: il Parma ha conquistato la terza vittoria consecutiva, un filotto positivo che allontana ulteriormente la squadra di Cuesta dalle zone basse della classifica portandola a quota 29 punti, in piena zona tranquilla -3-5. Per il Milan di Massimiliano Allegri, invece, la sconfitta casalinga assume i contorni di una battuta d'arresto pesantissima nella volata scudetto. L'Inter di Cristian Chivu, approfittando di questo passo falso, vola ora a +10 in classifica, un margine che rende la rincorsa al Titolo un'impresa titanica a questo punto della stagione -2-4.

La partita, giocata complessivamente sottotono dalla formazione rossonera, ha visto un primo tempo bloccato e privo di grandi sussulti, fatta eccezione per l'infortunio di Loftus-Cheek, costretto al cambio dopo uno scontro con il portiere Corvi -5-7. Nella ripresa, il Milan ha provato ad alzare il baricentro, producendo qualche occasione, tra cui un palo interno colpito da Leao, ma senza mai trovare la necessaria cattiveria sotto porta per sbloccare il risultato. Pulisic, schierato in attacco, ha sprecato più di una ghiotta opportunità, confermando una giornata negativa per l'intero reparto offensivo -2. L'episodio, poi, ha fatto il resto, consegnando ai ducali tre punti d'oro e scatenando le polemiche che probabilmente accompagneranno l'intera settimana rossonera.

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