Rinnovato il contratto nazionale per i dirigenti del terziario, Lusetti: "Aumento lordo di 800 euro"

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Redazione Economia Redazione Economia   -   In un panorama di relazioni industriali spesso segnato da contrapposizioni, la firma dell'ipotesi di accordo per il rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro dei dirigenti di aziende del terziario, della distribuzione e dei servizi, avvenuta con due mesi di anticipo rispetto alla scadenza naturale del 31 dicembre, rappresenta un caso di efficacia negoziale. L'intesa, siglata a Roma il 5 novembre da Confcommercio-Imprese per l’Italia e da Manageritalia, decorrerà dal primo gennaio 2026 e rimarrà in vigore fino a tutto il 31 dicembre 2028, garantendo così un triennio di stabilità contrattuale. Un risultato, questo, che si distingue per la sua tempestività, considerando il periodo autunnale, tradizionalmente dedicato alla preparazione della legge di bilancio, e che evita il ricorso a quelle misure transitorie che spesso caratterizzano le fasi di interregno contrattuale.

La centralità di una negoziazione seria

A sottolineare le ragioni di un esito così positivo, Mauro Lusetti, presidente di Conad e vicepresidente di Confcommercio con delega al lavoro, ha indicato senza esitazioni la qualità del confronto come elemento decisivo. "Il segreto è la contrattazione di qualità", ha affermato Lusetti, precisando come questa rappresenti un obiettivo che Confcommercio intende perseguire a livello nazionale con tutte le organizzazioni sindacali. Una metodologia, la sua, che punta a valorizzare il dialogo superando quelle derive ideologiche che, in altre vertenze, rischiano di irrigidire le posizioni e di dilatare i tempi di un accordo, lasciando i lavoratori in una condizione di incertezza.

I contenuti economici e la tutela del potere d'acquisto

Il fulcro dell'intesa, da un punto di vista economico, si concretizza in un aumento salariale lordo di 800 euro, una cifra significativa che mira a contrastare l'erosione del potere d'acquisto dei dirigenti in un contesto economico ancora segnato da dinamiche inflazistiche. Questo incremento, articolato lungo il periodo di vigenza del contratto, fornisce una risposta concreta alle esigenze di un gruppo professionale che, pur ricoprendo ruoli di alta responsabilità, non è immune dalle pressioni del carovita. Alle imprese, dal canto loro, viene offerta la possibilità di una programmazione più efficace dei costi del lavoro, un fattore non secondario per la competitività di un settore, come quello del terziario, che continua a essere un motore primario per l'occupazione e l'innovazione del paese.

Il valore riconosciuto alla bilateralità

L'accordo non si limita alla sola componente retributiva, ma riafferma con forza il principio della bilateralità, che attraverso il sistema congiunto Confcommercio-Manageritalia viene considerato un pilastro fondante della contrattazione collettiva. Questo modello, che favorisce il confronto costante tra le parti sociali, si dimostra uno strumento essenziale per governare le trasformazioni del mercato del lavoro, assicurando sia la dignità della professione dirigenziale sia la necessaria flessibilità alle aziende. La firma anticipata, in definitiva, non è solo una questione di tempismo, ma segna la volontà di dare continuità a un rapporto che guarda al medio periodo, evitando fratture e cercando di costruire, fin da subito, le basi per i prossimi anni.

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