Acerbi rifiuta la nazionale: il caso che scuote il calcio italiano

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Francesco Acerbi ha scelto di non rispondere alla chiamata di Luciano Spalletti per il doppio impegno con Norvegia e Moldavia, valido per le qualificazioni ai Mondiali 2026. Una decisione che, al di là delle motivazioni tecniche o fisiche, ha aperto un dibattito sul rapporto tra giocatori e istituzioni nel calcio italiano. Il difensore dell’Inter, reduce dalla sconfitta in Champions League contro il Paris Saint-Germain, ha motivato il suo rifiuto con un post su Instagram in cui ha parlato di “mancato rispetto” da parte di chi dovrebbe guidare un gruppo.

Spalletti, da parte sua, aveva anticipato la notizia senza aggiungere commenti, lasciando che fossero le parole di Acerbi a riempire il vuoto tra le parti. “Non cerco alibi né favori, ma pretendo rispetto”, ha scritto il centrale difensivo, in un messaggio che sembra andare oltre la semplice questione sportiva. Se da un lato il ct ha evitato di alimentare la polemica, dall’altro la scelta di Acerbi solleva interrogativi sulle dinamiche interne della nazionale, soprattutto in vista di un Mondiale che, tra due anni, potrebbe vedere l’Italia ancora una volta protagonista.

Intanto, secondo quanto riportato da Tuttosport, il difensore interista – insieme a Darmian, Mkhitaryan e De Vrij – avrebbe una clausola nel contratto che gli permetterebbe di partecipare al Mondiale per club, con la possibilità per la società di rescindere l’accordo in anticipo pagando una penale di 500mila euro. Un dettaglio che, se confermato, aggiungerebbe un ulteriore tassello alla complessità della situazione.

La regola 76 del regolamento FIGC, che disciplina i casi di rifiuto ingiustificato alla convocazione, prevede sanzioni per i giocatori che si sottraggono senza motivo alla nazionale. Ma Acerbi, con la sua presa di posizione, ha trasformato quello che poteva essere un semplice no in una questione di principio, mettendo in luce tensioni che potrebbero non essere circoscritte al solo caso personale.

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