Si è spento Paolo Sottocorona, la meteorologia perde un volto storico

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   La notizia, giunta all'improvviso come un temporale estivo, ha lasciato un vuoto che va ben oltre lo schermo televisivo. Paolo Sottocorona, l'uomo che per anni ha raccontato agli italiani il tempo con un'inconfondibile miscela di pacatezza e ironia, è morto all'età di 77 anni. La sua scomparsa, annunciata durante l'edizione delle venti del TgLa7 da Enrico Mentana, è stata definita dal direttore “un nostro lutto grave”, una frase che racchiude il peso di una perdita sentita non solo in redazione ma da un'intera platea di telespettatori. La sua ultima apparizione, poche ore prima della morte, risale a un collegamento con la trasmissione Omnibus, dove aveva svolto con la consueta professionalità il suo compito di interprete dei fenomeni atmosferici.

Un vuoto nel palinsesto e nei cuori

Da quel momento, i social network si sono trasformati in un diario collettivo, inondato da fotografie, ricordi personali e manifestazioni di affetto. Amici, colleghi e semplici appassionati hanno condiviso aneddoti e frammenti della sua lunga carriera, creando un commosso e immenso abbraccio virtuale. Sereno, garbato, dotato di una vena ironica mai invadente, Sottocorona aveva saputo costruire un rapporto di fiducia con chi lo seguiva, conquistando uno spazio quotidiano nelle abitudini di molti. Il suo stile, caratterizzato da una chiarezza espositiva che rifuggiva i fronzoli, lo aveva reso un punto di riferimento in un settore, come quello della divulgazione meteorologica, dove spesso prevale la spettacolarizzazione.

La testimonianza di un'affezione genuina

A certificare questa profonda connessione con il pubblico arriva una testimonianza significativa, quella di Pino Rinaldi. Egli ha rievocato un breve ma emblematico scambio avuto con il meteorologo, sottolineando come un suo collaboratore, che vive in campagna, non uscisse di casa senza avere prima ascoltato le previsioni di Sottocorona. “E quando gli chiedevo come sarebbe stato il tempo, rispondeva: Sottocorona ha detto questo”. Questa semplice abitudine, questo affidamento totale alle sue parole, descrive meglio di qualsiasi analisi il lascito di un uomo che, attraverso la sua normale eccezionalità, era diventato una presenza fidata e rassicurante.

Il ricordo di uno stile unico

La sua capacità di comunicare, asciutta e al tempo stesso ricca di personalità, rappresentava un modello di come la scienza, anche quella più legata alla vita di ogni giorno, possa essere trasmessa con autorevolezza senza perdere in umanità. Chiaro e diretto, evitava con cura qualsiasi forma di sensazionalismo, posizionandosi agli antipodi della figura dell'accalappiatore di clic. In lui, la competenza scientifica del meteorologo si fondeva con un'autentica passione per la comunicazione, un dono che arricchiva il suo lavoro e che, come un regalo inatteso, lo faceva apprezzare anche per quella che era la sua profonda umanità.

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