Sprangate e colpi di pistola: l’agguato ai carabinieri ad Aprilia
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Redazione Interno
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La notte tra martedì e mercoledì, ad Aprilia, due carabinieri liberi dal servizio sono rimasti feriti in un agguato armato che ha riportato alla luce il clima di tensione che da mesi avvolge la città. I fatti, avvenuti in via Lazio, hanno visto protagonisti i due militari – un uomo e una donna – mentre si trovavano all’interno di un’auto privata, un’utilitaria bianca parcheggiata vicino alla scuola dell’infanzia Pirandello. Secondo una prima ricostruzione, poco dopo mezzanotte un gruppo di persone a bordo di due vetture ha urtato l’auto dei carabinieri, per poi esplodere cinque colpi di pistola contro di essa. I due, seppur feriti in maniera lieve, hanno riportato lesioni alle gambe, causate dai proiettili che hanno colpito il veicolo.
L’episodio, che ha riacceso i riflettori sulla criminalità locale, è ora al centro di un’indagine condotta dalla Direzione Distrettuale Antimafia. Le autorità stanno cercando di ricostruire le dinamiche dell’agguato, ipotizzando che i due carabinieri possano essere stati scambiati per membri di una fazione rivale in un contesto di faida tra gruppi criminali. Non è un caso che Aprilia, città già nota per episodi di violenza legati alla malavita, stia vivendo un’escalation di scontri armati, con spari che sembrano ormai diventati una triste consuetudine.
Proprio la notte del 2 marzo scorso, in via Belgio, un altro episodio di violenza aveva visto protagonisti malviventi italiani e stranieri, impegnati in una lotta a colpi di pistola. In quell’occasione, un croato di 22 anni, arrestato poche ore dopo, aveva ferito due persone durante uno scontro tra spacciatori. L’arresto del giovane, avvenuto grazie all’intervento dei colleghi dei carabinieri feriti nell’ultimo agguato, ha ulteriormente complicato il quadro, evidenziando come la città sia teatro di una guerra sotterranea tra fazioni rivali.
La situazione ad Aprilia, del resto, non è nuova. Negli anni ’70, la città si era guadagnata l’appellativo di “Piccola Chicago” per l’elevato numero di omicidi e sparatorie, legati a faide e lotte di potere. Oggi, dopo una serie di arresti eccellenti che hanno coinvolto anche figure istituzionali, tra cui l’ex sindaco, sembra essersi rotto un equilibrio che garantiva una precaria “pace criminale”. La mancanza di un controllo centralizzato da parte di un’unica organizzazione ha portato a una frammentazione del potere, con diversi gruppi che si contendono il territorio, spesso ricorrendo alla violenza.
Le indagini sull’agguato ai carabinieri sono ancora in corso, con i investigatori al lavoro per identificare i responsabili. Tra le piste seguite, quella di un possibile errore nel bersaglio, considerando che i due militari non erano in servizio e si trovavano su un’auto privata. Intanto, la via Nettunense, distante appena un chilometro dal luogo dell’agguato, rimane un crocevia strategico per la criminalità locale, che da lì si collega ad Anzio, comune sciolto per mafia nel 2022 e storicamente legato a episodi di violenza.




