Natale a doppia faccia in Emilia-Romagna, tra nubifragi in pianura e neve in Appennino
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Redazione Interno
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Una vigilia di Natale segnata da un tempo decisamente opposto, che disegna scenari contrastanti lungo la dorsale emiliano-romagnola. Mentre sull’Appennino, là dove le temperature lo consentono, una spolverata di neve ha iniziato a tingere di bianco le cime più alte, creando quel paesaggio da cartolina che molti associamo alle festività, la situazione in pianura e specialmente verso la costa romagnola si presenta assai più preoccupante. Le precipitazioni, infatti, si sono abbattute con insistenza su vaste aree della regione, tanto da spingere la Protezione civile a diramare un’allerta arancione per la giornata del 24 dicembre, con picchi di accumulo che, in particolare tra Bologna e la Romagna, potrebbero superare i cento millimetri. Il rischio, concreto, è quello di inondazioni e di mareggiate lungo il litorale, elementi che gettano un’ombra di apprensione sulle celebrazioni.
Il volto innevato delle feste
Nonostante il vento forte che ha spazzato i crinali nella mattinata, il lato più festoso di questo Natale è stato catturato dalle immagini che giungono dalle quote più elevate, come quelle del Lago Santo e della Sella del Marmagna, dove la neve, seppur per il momento al di sopra dei mille metri, ha fatto la sua comparsa. Quel mantello bianco, per quanto ancora sottile, rappresenta non solo un elemento scenografico, ma anche un segnale atteso per le località montane, le cui economie dipendono in larga parte dal richiamo della stagione invernale. I primi fiocchi, dei quali sono circolati anche video tra i residenti e gli appassionati, accendono infatti la speranza per un periodo di afflusso turistico positivo, dopo anni segnati da incertezze climatiche ed economiche.
Il turismo montano registra un trend positivo
Proprio il turismo nell’entroterra sembra mostrare, del resto, segnali di vivace ripresa, come attestano i dati provvisori diffusi dall’Istat e riferiti ai primi dieci mesi del 2025. Nei comuni montani dell’Emilia-Romagna si è registrato, nel complesso, un incremento delle presenze del 12,8% rispetto allo stesso periodo del 2024. La crescita, che ha interessato sia le strutture alberghiere che quelle extralberghiere – settore quest’ultimo sul quale ha inflitto anche la nuova metodologia di rilevazione del Codice Identificativo Nazionale –, è trainata soprattutto dai visitatori italiani, aumentati del 14,78%, mentre gli arrivi dall’estero segnano un +7,2%. Si tratta di numeri che, seppur da leggere con la cautela dovuta alla parzialità del campione, disegnano un quadro incoraggiante per l’economia di questi territori.
Le prospettive per la stagione invernale
La fiducia è confermata dalle prenotazioni in rialzo segnalate dai principali comprensori sciistici regionali, come quello del Cimone e del Corno alle Scale, i quali guardano ai prossimi mesi con un cauto ottimismo. La Regione Emilia-Romagna, dal canto suo, ha recentemente rilanciato la “Campagna neve”, un’iniziativa volta a promuovere le destinazioni montane e a sostenere un settore che rappresenta una risorsa fondamentale per l’intero tessuto socio-economico dell’Appennino. Questo rinnovato interesse per le vacanze in altura, del resto, non si limita alla sola attrazione per gli sport invernali, ma sembra abbracciare una più ampia riscoperta dei borghi e delle offerte culturali e enogastronomiche dell’entroterra, configurandosi come un fenomeno strutturale e non più esclusivamente legato alle condizioni meteorologiche immediate.




