Crollano i tech, Milano chiude in rosso. Diasorin affonda dopo i conti
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Redazione Economia
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Si riaccendono, con una violenza inattesa, i timori per le valutazioni dei titoli tecnologici e dell'intelligenza artificiale, spingendo gli investitori a una presa di benefici che ha trascinato nel negativo l'intera sessione. Le Borse europee, che avevano aperto in debolezza, hanno peggiorato il proprio tono seguendo l'andamento di Wall Street, dove il Nasdaq ha ceduto con decisione, perdendo oltre l'uno e mezzo percento. A pesare sull'umore degli operatori, i quali temono la formazione di una bolla azionaria, contribuisce in maniera significativa un dato che fa riflettere: il rapporto Challenger, che fotografa un'impennata dei licenziamenti negli Stati Uniti, attribuiti in larga parte proprio alla diffusione dell'IA. A ottobre, i tagli dei posti di lavoro sono aumentati del 183% rispetto al mese precedente, toccando quota 153.074, un dato che, se confrontato con l'anno scorso, mostra un incremento del 175%.
Il tonfo di Piazza Affari e il caso Diasorin
In questo contesto, la Borsa di Milano ha chiuso con un calo dello 0,8%, allineandosi al trend negativo delle altre piazze continentali. Il panorama di Piazza Affari è stato segnato da un vero e proprio tonfo, quello di Diasorin, che ha perso quasi un quinto del suo valore in seguito al taglio delle previsioni annunciato all'indomani della pubblicazione dei conti. Non sono state solo le società tecnologiche, tuttavia, a patire la giornata; nel listino principale hanno scivolato anche Lottomatica, in calo del 6%, e Campari, che ha perso il 5,3%. Performance negative, seppur più contenute, si sono registrate per Nexi e Tim, rispettivamente -2,8% e -1,7%, dopo la divulgazione dei loro trimestrali.
Il settore bancario e le luci di Azimut
Anche il comparto bancario ha vissuto una giornata fiacca, nonostante la recente pubblicazione dei risultati dei nove mesi. Intesa Sanpaolo ha chiuso in terreno negativo, cedendo mezzo punto percentuale, mentre Bper e Banco Bpm hanno entrambe registrato un calo dello 0,4%. A fare da contraltare, in un mare di rosso, spicca invece il balzo di Azimut, che è volata in testa al Ftse Mib con un guadagno del 5% dopo aver presentato i propri conti, dimostrando come, nonostante il clima generale di incertezza, ci siano realtà in grado di catturare il favore del mercato. Mediolanum, similmente, ha chiuso in territorio positivo, seppur con un rimbalzo più modesto.
Il quadro generale e le preoccupazioni macro
La seduta, nel suo complesso, appare dunque come la fotografia di una rinnovata apprensione per la sostenibilità degli attuali livelli valutativi, specialmente in quei settori che fino a poco tempo fa trainavano l'ottimismo. I dati sui licenziamenti oltreoceano, che alcuni analisti legano all'adozione massiccia di soluzioni di intelligenza artificiale, hanno fornito un pretesto concreto per operazioni di liquidazione, spostando l'attenzione dai potenziali benefici dell'IA ai suoi costi sociali ed economici immediati. Questo ha creato un mix di fattori che ha facilmente superato l'influenza positiva di alcuni bilanci corporate, relegando in secondo piano le notizie positive e amplificando quelle negative.




