Borsa: Milano resiste mentre l'Europa arretra, sotto pressione il tech americano

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Le Borse europee hanno chiuso una seduta caratterizzata da un diffuso pessimismo, nella quale Milano, seppur in territorio negativo, è riuscita a contenere le perdite in modo significativo rispetto alle altre piazze finanziarie del Vecchio Continente. Smaltito l'effetto positivo legato alla fine dello shutdown federale negli Stati Uniti, il più lungo della storia, gli investitori si sono concentrati su due elementi di pressione: l'avvio della stagione delle trimestrali e, soprattutto, i crescenti timori di una possibile bolla speculativa nel settore dell'intelligenza artificiale. Quest'ultimo fattore, che ha generato una marcata volatilità, ha trovato un suo riscontro concreto nel calo del Nasdaq, il listino tecnologico di Wall Street, il cui andamento ha finito per influenzare negativamente anche i titoli tech europei nel pomeriggio.

Il quadro delle contrattazioni

Il peggioramento delle condizioni di mercato, d'altronde, si è reso particolarmente evidente nelle ultime ore di negoziazione, complice l'apertura in ribasso delle borse statunitensi. I cali più consistenti sono stati registrati a Londra, che ha ceduto oltre l'uno percento, e a Francoforte, che ha chiuso con un deficit superiore all'uno e mezzo percento. Parigi, da parte sua, ha limitato il danno a un lieve movimento negativo, mentre Piazza Affari ha strappato una performance quasi piatta, attestandosi su un calo minimo e mantenendosi così in prossimità dei suoi massimi toccati dal lontano 2001. A pesare sul sentimento degli operatori, che hanno disertato in molti i titoli bancari e tecnologici, è stata anche l'assenza dei dati mensili sul lavoro americano, rinviati a data da destinarsi.

I protagonisti di Piazza Affari

La giornata italiana è stata dominata dalle reazioni ai risultati trimestrali e da un caso societario. Tra i titoli che hanno mostrato dinamiche positive spicca l'Assicuratrice Generali, la quale, dopo la pubblicazione di conti che hanno superato le previsioni degli analisti, ha chiuso la seduta con un rimarchevole balzo. Dinamica opposta, e per certi versi sorprendente, ha interessato Poste Italiane, il cui titolo ha registrato un decremento nonostante il gruppo abbia comunicato per il terzo trimestre una crescita a due cifre dell'utile operativo, superiore alle attese del mercato. Qualcuno, evidentemente, ne ha approfittato per realizzare il guadagno.

Il caso Azimut e il piano Iren

La maglia nera della giornata, tuttavia, è andata senza dubbio ad Azimut, il cui titolo è crollato perdendo oltre un decimo del suo valore. Il movimento sell-off è scattato in seguito alla divulgazione di dettagli concernenti un'ispezione della Banca d'Italia, i cui rilievi hanno indotto il management a rivedere alcuni assetti operativi. Sul fronte dell'energia, infine, Iren ha presentato la sua roadmap industriale, un piano ambizioso che guarda al 2030 e che prevede un imponente volume di investimenti, finalizzati alla transizione ecologica e allo sviluppo delle infrastrutture di rete.

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