George R.R. Martin incontra i metalupi, creature simbolo del "Trono di Spade"

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Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   Per mesi aveva taciuto, ma George R.R. Martin, l’autore della saga del Trono di Spade, non ha resistito alla tentazione di condividere un’emozione unica: stringere tra le braccia un cucciolo di metalupo, l’animale che nel suo universo narrativo incarna lo spirito della casata Stark. L’incontro, avvenuto nei laboratori della Colossal Biosciences – azienda texana specializzata in biotecnologie – ha un significato particolare, poiché quel lupo non è una semplice creatura di fantasia, ma il frutto di un ambizioso progetto scientifico.

Quello che Martin ha toccato con mano è infatti un esemplare nato da madre surrogata, il cui genoma è stato ricostruito a partire dal Dna dell’enocione, un predatore del pleistocene estinto oltre diecimila anni fa. Simile al lupo grigio, ma più imponente, questa specie – resa celebre anche dalla serie tv Game of Thrones, che ne ha ripreso l’aspetto – rappresenta il primo passo di un programma che punta a "resuscitare" animali scomparsi, dal mammut al dodo.

La notizia, diffusa dalla Colossal pochi giorni fa, ha riacceso il dibattito sulla de-estinzione, processo che combina genetica e biologia riproduttiva. Sebbene l’azienda parli di successo, molti scienziati restano scettici, sottolineando che il risultato ottenuto non è un vero enocione, ma un ibrido con caratteristiche simili. Il Dna estratto da fossili, spesso frammentario, viene integrato con quello di specie esistenti, ottenendo organismi che, seppur affini, non sono identici agli originali.

Martin, che a febbraio aveva visitato i laboratori della Colossal senza rivelare dettagli, ha definito l’esperienza "indimenticabile". Per lo scrittore, abituato a immaginare mondi fantastici, trovarsi di fronte a una creatura ispirata alla preistoria – e al tempo stesso così legata alla sua opera – è stato come veder prendere vita una pagina dei suoi libri.

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