Addio a Michael Patrick, l’attore de “Il Trono di Spade” morto a 35 anni: la sla lo aveva colpito nel 2023
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Se c’è un’immagine che restituisce la fragilità del destino umano – e lo si è visto ancora una volta con la scomparsa di Michael Patrick – è quella di un attore in piena ascesa, capace di calcare i palcoscenici e i set televisivi con la stessa energia, costretto poi ad arrendersi a una malattia neurodegenerativa rarissima. Lui, noto al grande pubblico per aver recitato nella serie “Il Trono di Spade”, si è spento a soli 35 anni al Northern Ireland Hospice di Belfast, dove era ricoverato da alcuni giorni. A dare l’annuncio è stata la moglie, Naomi Sheehan, che sui social lo ha descritto come un uomo dalla vita piena come poche, parlando a nome di una famiglia dal cuore spezzato. Patrick, che talvolta utilizzava il nome d’arte Michael Campbell, combatteva dal 2023 contro la sclerosi laterale amiotrofica, la più comune delle malattie del motoneurone, quella che colpisce i neuroni deputati al controllo dei muscoli volontari.
La diagnosi a 32 anni e la recitazione come ultimo atto
Diagnosticata quando aveva appena 32 anni, la sla non gli ha impedito, almeno nei primi tempi, di continuare a lavorare. Patrick, lo si apprende dai ricordi condivisi da chi gli stava accanto, è salito sul palco fino a quando le forze glielo hanno permesso, quasi a voler dimostrare che la malattia non avrebbe avuto l’ultima parola sulla sua identità di artista. Era irlandese del Nord, e quella determinazione – forse tipica di chi è cresciuto in una terra abituata a resistere – l’ha accompagnato fino agli ultimi giorni di degenza nell’hospice di Belfast. La sla, va ricordato, è una patologia degenerativa che non risparmia nessuno: colpisce progressivamente i muscoli, portando alla paralisi, ma lascia intatte le facoltà intellettive. Una condizione, quest’ultima, che rende ancora più crudele la consapevolezza di sé mentre il cede.
L’ultimo post su Instagram e la frase ripetuta a memoria
Nel suo ultimo messaggio pubblicato su Instagram, datato 6 febbraio, Patrick aveva scritto di avere ancora molto per cui vivere e molti progetti pianificati, una dichiarazione che oggi suona come un testamento spirituale più che come un programma di lavoro. La moglie Naomi, nel dare la notizia, ha citato una frase dell’autore irlandese Brendan Behan – che lui ripeteva spesso – senza però rivelarne il contenuto letterale. Un gesto, quello di attingere alla letteratura del proprio paese, che restituisce l’immagine di un uomo colto, ironico e determinato a non farsi definire soltanto dalla malattia. La sla, diagnosticata nel 2023, gli ha concesso poco più di tre anni di lotta, durante i quali Patrick ha comunque continuato a coltivare progetti, a scrivere e a immaginare un futuro che sapeva, in realtà, sempre più incerto.
Una carriera breve ma intensa tra palco e schermo
Conosciuto soprattutto per il ruolo nella serie televisiva statunitense “Il Trono di Spade”, Michael Patrick non era soltanto un attore televisivo. Era anche sceneggiatore, e chi lo ha visto lavorare racconta di una dedizione assoluta al mestiere. Lasciandosi alle spalle un figlio piccolo, ha attraversato gli ultimi tre anni della sua vita con una consapevolezza dolorosa ma priva di autocommiserazione. L’hospice di Belfast è stato l’ultimo palco, quello dove non ci sono luci della ribalta né applausi, ma dove il coraggio di affrontare la fase finale di una malattia come la sla assume i contorni di una recita silenziosa, privata. La notizia della sua morte – divulgata dalla moglie senza clamore, con un post che mescolava dolore e gratitudine – ha scosso chi lo aveva seguito nei panni del personaggio della serie, ma anche chi ne apprezzava il lavoro teatrale. Il sipario, per Michael Patrick, si è chiuso a 35 anni. E non c’è stata replica.




