Rimborsi automatici anche per i bus Amt, la richiesta di Assoutenti. Ma l’assessore Robotti chiude: “Il vero indennizzo è avere ancora un servizio”

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La possibilità di ottenere un rimborso automatico, senza dover presentare moduli cartacei o fare code in biglietteria, potrebbe non restare un’esclusiva del trasporto ferroviario. Durante il convegno “Consumatori e mobilità sostenibile al 2050”, organizzato da Consumers’ Forum alla Camera di commercio di Genova, Furio Truzzi, il quale ricopre il doppio incarico di presidente nazionale di Assoutenti e di vertice della medesima associazione promotrice dell’evento, ha rilanciato con forza la proposta di estendere quel meccanismo di indennizzo – già in fase avanzata di definizione per i treni – anche al trasporto pubblico locale su gomma, in particolare per i bus di Amt nel capoluogo ligure. Truzzi ha sottolineato come l’automatismo, ispirandosi a quanto già sperimentato a Roma dove l’Antitrust ha sanzionato Atac, rappresenterebbe un salto di civiltà nel rapporto con l’utenza; l’emergenza finanziaria che attanaglia l’azienda di trasporto, a suo avviso, non può e non deve tradursi nella sospensione dei diritti dei passeggeri.

Il nodo delle risorse e la posizione del Comune

Alla richiesta, che mira a semplificare la vita ai cittadini costretti a subire ritardi e disservizi, ha fatto però da contraltare il netto raffreddamento da parte dell’amministrazione comunale. Emilio Robotti, assessore alla Mobilità, ha sostanzialmente chiuso la porta all’ipotesi, sollevando più di una perplessità di natura pratica e finanziaria. Il suo ragionamento, articolato durante i lavori del convegno, parte da un presupposto concreto: chi dovrebbe farsi carico dell’onere di questi indennizzi? “Non credo che questa proposta sia percorribile”, ha dichiarato l’assessore, ricordando come l’azienda di trasporto pubblico genovese versi in una crisi finanziaria e industriale di non poco conto, con un passivo che rende complessa persino la gestione ordinaria. La posizione della giunta, espressa con chiarezza da Robotti, è che in un contesto così delicato il vero risarcimento per i cittadini consista proprio nel mantenere in vita il servizio e garantirne la sopravvivenza futura, evitando il collasso dell’azienda.

La visione di Bucci: superare il biglietto e ripensare il sistema

Se sul fronte dei rimborsi immediati il clima è di stallo, sul piano strategico e di lungo periodo emergono visioni diametralmente opposte ma altrettanto ambiziose. Il presidente della Regione Liguria, Marco Bucci, intervenuto alla stessa assemblea, ha infatti spostato il dibattito su un piano completamente diverso, quasi filosofico, riguardante il futuro stesso del concetto di tariffazione. La sua idea, proiettata al 2050, è quella di superare definitivamente il biglietto e l’abbonamento tradizionale così come li intendiamo oggi, paragonando l’evoluzione necessaria a quella già avvenuta nel settore delle telecomunicazioni, dove l’epoca del gettone telefonico è ormai un lontano ricordo. La proposta, che Bucci stesso definisce “flat”, punta a un modello in cui il servizio di trasporto pubblico venga finanziato attraverso la fiscalità generale o forme di contribuzione diffuse, scollegando il pagamento dal singolo viaggio e rendendo di fatto il mezzo pubblico una sorta di bene comune a disposizione di tutti i contribuenti, con l’obiettivo dichiarato di ridurre il traffico privato e l'inquinamento.

Un’agenzia strategica per il Tpl in un settore in mutamento

All’interno di questa cornice di cambiamento, Bucci ha ribadito l’imminente nascita della nuova Agenzia regionale del Trasporto Pubblico Locale, il cui lancio è previsto entro l’inizio di aprile e che dovrebbe fare della Liguria la prima regione italiana a dotarsi di un ente dedicato esclusivamente alla pianificazione strategica e al coordinamento del settore su tutto il territorio. Il quadro che emerge dagli interventi del convegno, a cui hanno partecipato i vertici delle istituzioni e delle imprese, è quello di un trasporto pubblico locale in piena evoluzione. Lo ha confermato anche Andrea Gibelli, presidente di Asstra, parlando di una fase di trasformazione epocale che impone di riorganizzare il servizio alla luce dei nuovi flussi di domanda determinati da smart working e turismo, e di una complessità crescente dovuta all’ibridazione tra pubblico e privato, alla transizione energetica e all’avvento di nuove tecnologie come la guida autonoma. Mentre si discute di infrastrutture future, come la funivia in Val Bisagno, e si gettano le basi per una mobilità diversa, la quotidianità dei pendolari resta però appesa al confronto tra la legittima richiesta di tutele immediate, portata avanti dalle associazioni dei consumatori, e la dura realtà dei bilanci in rosso delle aziende di trasporto.

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