Trump firmerà domani il "big beautiful bill", la legge che ridisegna il bilancio Usa
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Redazione Esteri
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Con un margine risicato, la Camera dei Rappresentanti ha approvato il maxi-emendamento voluto da Donald Trump, noto come "One Big Beautiful Bill", che ora attende solo la firma del presidente per entrare in vigore. Il voto, conclusosi con 218 favorevoli e 214 contrari, ha sancito una vittoria politica per l’inquilino della Casa Bianca, nonostante le defezioni di due repubblicani – Thomas Massie del Kentucky e Brian Fitzpatrick della Pennsylvania – e le resistenze emerse anche in Senato, dove Rand Paul, Thom Tillis e Susan Collins avevano opposto un netto rifiuto.
Il provvedimento, definito dalla portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt come «il programma di buon senso votato da 80 milioni di americani», prevede un taglio delle tasse per la classe media senza precedenti, insieme a un aumento record della spesa militare e a misure drastiche per il controllo delle frontiere. Tuttavia, il pacchetto – che alcuni falchi fiscali del Grand Old Party avevano tentato di bloccare – include anche riduzioni significative al welfare e un ulteriore incremento del debito pubblico, alimentando le critiche dei democratici, che lo hanno bollato come «un regalo ai ricchi a spese dei più vulnerabili».
L’iter legislativo è stato tutt’altro che lineare. Dopo un’approvazione al Senato ottenuta per un soffio, la Camera ha vissuto momenti di tensione, con una parte dei repubblicani moderati pronta a ribellarsi. La disciplina di partito ha però prevalso, dimostrando ancora una volta l’influenza di Trump sulla base elettorale e sull’establishment conservatore. «È l’inizio di una nuova era per l’America», ha commentato un esponente repubblicano, mentre dall’aula risuonavano cori di "Usa, Usa".




