Incendio in un appartamento a Calolziocorte, cinque intossicati tra cui tre bambini: sono tutti seri ma non in pericolo di vita
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Redazione Interno
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Un boato, avvertito distintamente dai residenti della zona, ha squarciato il silenzio di una normale mattina di marzo a Calolziocorte per poi lasciare spazio a fiamme e a una densa colonna di fumo. È successo poco prima delle dieci di oggi, lunedì 9 marzo 2026, in un appartamento situato al civico 7 di via Istria, una strada che costeggia la storica piazza del Mercato, nel cuore del paese. L’incendio, le cui cause sono ancora al vaglio dei tecnici dei Vigili del Fuoco e dei Carabinieri intervenuti sul posto, ha completamente distrutto l’abitazione al primo piano dove le fiamme hanno avuto origine, danneggiando gravemente, a causa dell’intenso calore e della propagazione del fumo, anche la soletta e i locali dell’appartamento sovrastante, che è stato dichiarato inagibile.
Sul luogo del sinistro, dove la preoccupazione tra i residenti è stata palpabile per tutta la durata delle operazioni di spegnimento, si è reso necessario un imponente dispiegamento di forze. Dal comando provinciale di Lecco sono stati inviati cinque mezzi: due autobotti, un’autoscala utilizzata sia per un approccio dall’alto che per una prima ricognizione, un cosiddetto "carro aria" dotato di dispositivi per la respirazione autonoma e una camionetta. L'impiego dell'autoscala e delle maschere con bombole da parte dei Vigili del Fuoco, come ha reso noto il comando, è stato determinato dalla necessità di operare in un ambiente saturo di fumo acre e tossico, penetrato in ogni vano e reso ancora più pericoloso dalla combustione dei materiali presenti nell’appartamento.
Una famiglia di cinque persone tratta in salvo e trasportata d'urgenza al Manzoni di Lecco
Nel rogo è rimasta coinvolta un'intera famiglia, di origine nordafricana, composta da due genitori e dai loro tre figli, tutti bambini di giovane età. Sono stati loro i cinque intossicati soccorsi sul posto dai sanitari del 118, giunti con due ambulanze in codice rosso. I soccorritori, una volta estratte le persone dallo stabile, hanno prestato le prime cure e provveduto al trasferimento immediato all'ospedale Alessandro Manzoni di Lecco. Le condizioni di tutti e cinque, seppur serie e quindi tenute sotto stretta osservazione dai medici, non sarebbero critiche: nessuno di loro, fortunatamente, ha riportato ustioni, ma l'inalazione di fumo e i probabili effetti di una piccola esplosione – forse legata a un malfunzionamento di un elettrodomestico o dell'impianto di riscaldamento, ipotesi che gli inquirenti non escludono – hanno reso necessario un ricovero per accertamenti e cure specifiche.
Lo stabile, nel frattempo, è stato messo in sicurezza. I Vigili del Fuoco hanno lavorato a lungo per bonificare l'area e scongiurare il pericolo di un ritorno di fiamme, mentre i tecnici si apprestano a eseguire i rilievi del caso per stabilire con esattezza l'origine del rogo. L'appartamento al piano terra, dove le fiamme sono divampate con violenza, è andato completamente distrutto, mentre l'abitazione al piano superiore, come accertato dai sopralluoghi, è stata resa inagibile dai danni provocati dall'ondata di calore e dal fumo che ha impregnato muri e suppellettili. Gli altri inquilini della palazzina, evacuati per precauzione nelle fasi più calde dell'intervento, hanno potuto fare ritorno nelle loro case solo dopo diverse ore, una volta che i Vigili del Fuoco hanno dichiarato conclusa la fase più operativa e ripristinate le minime condizioni di sicurezza.




