Caldo africano in Sicilia e nel Sud: picchi oltre i 42 gradi dal 21 luglio

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Una cappa di calore torrido, spinta dall’anticiclone africano, sta per abbattersi sulla Sicilia e su gran parte del Centro-Sud, con temperature che, a partire da lunedì 21 luglio, supereranno i 42 gradi nelle zone più interne del siracusano. Il Servizio Informativo Agrometeorologico Siciliano (SIAS) ha lanciato l’allerta, prevedendo una fase di caldo intenso e prolungato che interesserà anche Sardegna e Puglia, dove i termometri sfioreranno i 40 gradi già nel weekend.

L’ondata di calore, che si estenderà per diversi giorni, non risparmierà neppure l’Umbria. Perugia, infatti, è stata inserita dal ministero della Salute tra le città in “bollino arancione” per sabato 19 e domenica 20 luglio, un livello di allerta che segnala condizioni di rischio elevato per anziani, bambini e persone affette da patologie croniche. Il bollettino del ministero sottolinea come l’intensità del fenomeno richieda precauzioni immediate, soprattutto nelle ore più calde della giornata.

La situazione è destinata a peggiorare ulteriormente. Domenica, sei capoluoghi su 27 monitorati saranno in allerta arancione, mentre altri 11 riceveranno il bollino giallo, con temperature che toccheranno i 40 gradi nelle aree interne del Meridione. La Puglia, in particolare, sarà una delle regioni più colpite: il nord del territorio, soprattutto nel foggiano, vedrà il picco massimo domenica, quando l’aria rovente proveniente dal Sahara farà sentire i suoi effetti con punte record.

Gli esperti parlano di un’invasione di aria africana, ribattezzata “cammello” per la sua capacità di trasportare un caldo secco e opprimente. Se al Sud il termometro salirà oltre i 40 gradi, al Centro le condizioni saranno solo leggermente meno critiche, ma comunque in grado di mettere a dura prova la popolazione. Le autorità sanitarie raccomandano di evitare l’esposizione al sole nelle ore centrali, di idratarsi costantemente e di prestare attenzione ai soggetti più vulnerabili, per i quali il rischio di colpi di calore è particolarmente alto.

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