La Fiorentina espugna Cremona, 4-1 allo Zini e ora sono quattro i punti di vantaggio sulla zona calda

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Redazione Sport Redazione Sport   -   L’aria che tira allo stadio Zini, nella sera in cui la Cremonese ospita la Fiorentina per il recupero della ventinovesima giornata, è quella pesantissima delle sfide che valgono una stagione intera. E la squadra di Paolo Vanoli, chiamata a rispondere presente nel momento più delicato dell’anno, lo ha fatto con una prova di forza e cinismo che mancava da tempo, imponendosi con un netto 4-1 che ridisegna gli equilibri in coda alla classifica della Serie A. Per i viola, che con questa vittoria salgono a quota ventotto punti, non sono solo tre punti; è la certificazione di un sorpasso ai danni del Lecce e, soprattutto, il consolidamento di un margine di quattro lunghezze sulla zona retrocessione, proprio quella terzultima piazza occupata ora dai grigiorossi rimasti a ventiquattro.

L’avvio dei padroni di casa, sostenuti dall’urgenza di interrompere un digiuno di vittorie che durava da undici turni, lasciava presagire un copione diverso. Bastano centoventi secondi alla Cremonese per rendersi pericolosa con Bonazzoli, il cui tentativo ravvicinato viene neutralizzato da un riflesso felino di De Gea, chiamato subito a sporcarsi i guanti. Superato lo scampolo iniziale di pressione, però, la Fiorentina inizia a mettere ordine nella manovra, e al venticinquesimo arriva la zampata che spacca la partita. È Parisi a raccogliere l’invite di Mandragora, a saltare con secco dribbling Floriani Mussolini e a battere Audero con un diagonale che passa sotto le gambe del portiere, forse leggermente deviato.

Il vantaggio funge da moltiplicatore di fiducia per gli ospiti, che sette minuti più tardi confezionano il raddoppio: Gosens inventa un lancio millimetrico a tagliare la difesa di casa, Piccoli si infila nel varco e con freddezza supera Audero in uscita firmando il due a zero. Un colpo che lascia tramortiti i grigiorossi, costringendo il tecnico Nicola a rimescolare le carte già nell'intervallo con gli ingressi di Okereke e Grassi per dare più peso all'attacco. Ma l’avvio di ripresa è una doccia gelida: al quarantanovesimo Dodò recupera palla nella propria metà campo e si lancia in una cavalcata di sessanta metri, sfrutta la scivolata di un avversario, salta con una finta anche Audero e deposita in rete il pallone del tre a zero, una perla che sembra chiudere i conti.

La reazione d’orgoglio dei padroni di casa porta al cinquantesettesimo al gol di Okereke, bravo a ribadire in rete dopo un’azione corale, riaprendo per un breve frangente la speranza. La Cremonese, infatti, ci crede e per qualche minuto mette alle corde la difesa viola, sfiorando il tre a due con un colpo di testa di Okereke che Fagioli salva sulla linea e con un’occasione enorme sprecata da Grassi a tu per tu con De Gea. Nel momento di maggiore pressione, però, la Fiorentina dimostra di avere imparato la lezione: al settantesimo una triangolazione rapida e precisa sulla sinistra vede protagonisti Brescianini e Piccoli, che di tacco serve Gudmundsson, il quale con un destro a giro piazza il poker che spegne definitivamente le velleità dei lombardi.

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