Ranucci, il Garante e quel dialogo privato: la Rai multata, nuove accuse su Ghiglia

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il Garante per la protezione dei dati personali ha irrogato una sanzione alla Rai, ritenendola responsabile di avere indebitamente mandato in onda, durante una puntata della trasmissione "Report" condotta da Sigfrido Ranucci, una conversazione privata tra l'ex ministro Gennaro Sangiuliano e la propria moglie; un dialogo, quest'ultimo, che per la sua natura intima e riservata non avrebbe mai dovuto trovare spazio nel palinsesto televisivo. Sulla vicenda, che ha inevitabilmente sollevato interrogativi circa i confini tra il diritto di cronaca e il rispetto della sfera personale, si è espresso sul Corriere della Sera Goffredo Buccini, il quale, pur riconoscendo le indubbie capacità professionali di Ranucci, ha sottolineato come il giornalista avrebbe ora "il coraggio di ammettere di aver sbagliato". Una presa di posizione, quella del commentatore, che aggiunge un ulteriore tassello al dibattito, già di per sé complesso, su come si debba intendere il lavoro di inchiesta in un'epoca in cui la privacy è un bene sempre più fragile e conteso.

Le nuove rivelazioni di Report sul consigliere Ghiglia

A distanza di tempo, "Report" è tornato a occuparsi della spinosa faccenda, spostando però il proprio fuoco d'indagine sull'operato del Garante stesso e, in particolare, del consigliere Agostino Ghiglia. La trasmissione, che in precedenza aveva già denunciato la presenza di Ghiglia presso la sede di Fratelli d'Italia alla vigilia della pronuncia dell'Autorità sul caso della conversazione di Sangiuliano, ha ora divulgato un messaggio che sembrerebbe documentare un contatto diretto tra l'ex ministro e il componente dell'Authority. Nella comunicazione, risalente al 13 ottobre e inviata proprio a Ghiglia, Sangiuliano avrebbe inoltrato i due ricorsi presentati al Garante contro la trasmissione di Ranucci, precisando, in ogni caso, di non volere sollecitare alcun trattamento di favore.

La replica del garante e le reazioni politiche

Agostino Ghiglia, interpellato dalla redazione di "Report", ha fornito la sua versione dei fatti, confermando la ricezione del messaggio ma negando con decisione qualsiasi ipotesi di pressione o di corsia preferenziale. "Sì, è vero, Sangiuliano mi ha scritto per inoltrarmi il ricorso che aveva già presentato al Garante", ha dichiarato il consigliere, aggiungendo che, se avesse davvero tentato di influenzare la procedura, si sarebbe rivelato "davvero uno sfigato", considerando che la decisione finale è giunta dopo un lasso di tempo piuttosto prolungato. Dichiarazioni che, se da un lato mirano a chiudere la polemica, dall'altro non hanno placato le voci critiche, come quella del deputato di Avs, che ha parlato di una "gravità assoluta" e ha chiesto le dimissioni di Ghiglia, sostenendo che un fatto del genere minerebbe la credibilità di un'intera Autorità di garanzia.

Un caso che interseca giornalismo, politica e istituzioni

La intricata vicenda, che continua a svilupparsi tra rivelazioni, smentite e prese di posizione, delinea un quadro in cui i percorsi dell'informazione giornalistica, dell'agone politico e del funzionamento delle istituzioni si intrecciano in maniera difficilmente districabile. Da una parte, emerge la questione di fondo relativa alla liceità di diffondere contenuti così personali, una scelta editoriale che, sebbene mossa da esigenze di trasparenza, può talvolta oltrepassare il limite del lecito; dall'altra, si pongono seri interrogativi sulle relazioni e sulle influenze che possono intercorrere tra i soggetti investiti da un'inchiesta e coloro che sono chiamati a giudicarne la condotta, in un delicato equilibrio che tocca il cuore stesso della fiducia pubblica negli organismi di controllo.

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