Meloni e la bufera sugli affitti: il governo smentisce, ma la paura dei proprietari è reale
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Redazione Interno
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Mentre il governo Meloni illustrava al Meeting di Rimini le linee guida del suo ambizioso "Piano Casa", concentrandosi, come ha dichiarato la premier, sulla costruzione di alloggi a prezzi calmierati per le giovani coppie, una bufera inaspettata si è scatenata sul web. La falsa notizia di un presunto dpcm che eliminerebbe totalmente gli obblighi di pagamento degli affitti ha gettato molti proprietari nell’angoscia, alimentando un malcontento che affonda le radici in anni di tensioni sul tema abitativo.
La vicenda, seppur nata da una bufala, ha attecchito su un terreno estremamente fertile. Il mercato degli affitti, infatti, sta vivendo una fase di forte squilibrio; dopo la pandemia, i canoni hanno subito impennate significative, riflettendo l’aumento generalizzato del costo della vita e rendendo sempre più complicato, per una fetta consistente della popolazione, l’accesso a una casa in locazione. Questo clima di insicurezza economica spiega, in parte, la rapidità con cui il panico si è diffuso.
Proprio in questo contesto si inserisce l’annunciato Piano Casa nazionale, i cui dettagli operativi restano ancora in d’ombra. Se l’obiettivo dichiarato è quello di favorire l’housing sociale, come peraltro già sperimentato in comuni come Ascoli Piceno dove sono state messe a disposizione oltre cento abitazioni, le prime voci critiche non si sono fatte attendere. Dal M5S, Gravina, coordinatore nazionale Enti Locali, ha bollato il piano come un “ennesimo annuncio”, esprimendo il timore concreto che si traduca in “procedure più veloci per sfratti e costruzioni, ma non più case per chi ne ha realmente bisogno”.




