Il giallo della ricina a Pietracatella, il padre negativo al veleno: l’ombra del duplice omicidio
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Redazione Interno
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A Pietracatella, borgo di milleduecento anime arroccato sulle alture che dominano Campobasso, il tempo sembra essersi fermato a dopo Natale. Ed è proprio in quel silenzio quasi irreale – rotto solo dal vento che spazza le stradine del centro storico – che si consuma una delle vicende giudiziarie più inquietanti dell’anno: madre e figlia avvelenate con la ricina, il padre e marito, Gianni Di Vita, risultato negativo allo stesso veleno. Le due vittime, Antonella Di Ielsi e la figlia Sara Di Vita, riposano una accanto all’altra nel cimitero del paese, coperte da due cumuli di terra su cui qualcuno ha posato dei fiori. Un’unica lapide, senza scritte, affiancata da due croci di legno. Su foglietti plastificati, le date di nascita e di morte: quella di Sara, venuta alla luce il 18 gennaio 2010, e quella della madre.
Le analisi che cambiano il quadro: Bassetti e i “troppi misteri”
La conferma della positività alla ricina per Antonella Di Ielsi e la figlia Sara è arrivata dalle nuove analisi, le stesse che hanno invece scagionato Gianni Di Vita, padre e marito. L’infettivologo Matteo Bassetti, intervenuto sulla vicenda con un post sui social, ha parlato di “una vicenda che ha tanti, troppi misteri”, spiegando nel dettaglio come agisca la ricina – una tossina derivante dai semi di ricino – e quali siano i sintomi di un avvelenamento che, a seconda della via di somministrazione (inalazione, ingestione o iniezione), può portare a morte in poche decine di ore. A Campobasso, gli inquirenti lavorano sull’ipotesi di un duplice omicidio premeditato: nessuna traccia accidentale, nessuna contaminazione ambientale casuale. Il fatto che il padre sia risultato negativo, invece, rappresenta un nodo investigativo cruciale.
Omicidio Bongiorni, le parole dell’ex allenatore di boxe: “Quando sono andato via non c’era quel pezzo rotto”
In un’altra vicenda giudiziaria, l’attenzione si sposta su un campo – probabilmente quello sportivo – dove il percorso, le strade e alcuni vestiti insanguinati raccontano la scena di un omicidio. Si tratta della morte di Giacomo Bongiorni, il minore fermato per l’accaduto avrebbe avuto un passato nella boxe. L’ex allenatore di pugilato del ragazzo ha rilasciato dichiarazioni circostanziate: “Quando sono andato via non c’era quel pezzo rotto”. Una frase che, nel suo alone di ambiguità, diventa indizio. Non si specifica a quale oggetto o struttura si riferisca, ma l’insistenza sul dettaglio – un pezzo rotto che prima non c’era – lascia intendere che qualcosa, sul luogo del delitto, sia stato alterato o rimosso. La Procura mantiene il massimo riserbo.
Narcotraffico a Roma, tredici arresti: l’operazione dei carabinieri
Sul fronte della criminalità organizzata, un’operazione antidroga condotta dai carabinieri nella Capitale ha portato all’arresto di tredici persone. L’indagine, durata mesi, ha smantellato una rete di spaccio che riforniva diverse piazze romane. Gli arrestati, alcuni dei quali già noti alle forze dell’ordine, sono accusati a vario titolo di associazione finalizzata al traffico di stupefacenti. Le modalità operative del gruppo – incontri in luoghi appartati, utilizzo di messaggi criptati e turni di vendita ben organizzati – emergono dalle intercettazioni. Per ora, non si escludono ulteriori sviluppi investigativi.
Meloni difende il Papa e irrita Trump, il direttore dell’Hotel Principe di Savoia mostra la suite presidenziale
Sul piano internazionale, un acceso scambio verbale ha visto protagonisti la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, e il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump – quest’ultimo tornato alla Casa Bianca ormai da più di un anno, con una rielezione che non costituisce più notizia. Meloni ha preso le difese del Papa in un contesto non meglio specificato, scatenando le ire di Trump. Nessuna dichiarazione ufficiale è stata diffusa dalla Casa Bianca, ma fonti diplomatiche confermano la tensione. Intanto, a Milano, il direttore dell’Hotel Principe di Savoia ha mostrato ai giornalisti la Suite Presidenziale al decimo piano, con un giro di immagini che ha offerto una parentesi distante dai toni accesi della politica estera. Nessun commento è stato rilasciato in merito a possibili ospiti futuri.




