Legge elettorale in Campania, la protesta dei sindaci dei piccoli comuni
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Redazione Interno
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La recente approvazione del provvedimento regionale che vieta ai sindaci dei comuni con meno di 5.000 abitanti di candidarsi alle elezioni regionali ha suscitato un'ondata di indignazione tra i primi cittadini delle piccole realtà campane. Carmine Cennamo, sindaco di Postiglione, ha espresso con fermezza il suo dissenso, definendo la misura un vero e proprio attentato alla democrazia. Secondo Cennamo, è giusto che un presidente di Regione possa ambire a un terzo mandato, ma costringere i sindaci a dimettersi per candidarsi alle elezioni regionali rappresenta una grave ingiustizia.
Nicola Fratoianni, segretario di Sinistra Italiana e leader dell'Alleanza Verdi-Sinistra, ha ribadito la posizione del suo partito, contraria al terzo mandato non solo per i presidenti di Regione, ma anche per i sindaci dei comuni con meno di 15.000 abitanti. Fratoianni ha sottolineato che la loro opposizione va oltre la figura di De Luca, attuale governatore della Campania, e si basa su principi di rinnovamento e alternanza democratica.
La questione del terzo mandato ha polarizzato il dibattito politico in Campania, con diverse forze politiche che si sono schierate contro la possibilità di una ricandidatura di De Luca. La necessità di presentare una proposta alternativa per governare la regione è stata evidenziata come prioritaria per unire la coalizione delle forze progressiste.
In questo contesto, la voce dei sindaci dei piccoli comuni si è levata forte e chiara, denunciando una normativa che, a loro avviso, penalizza ingiustamente le realtà locali e limita la partecipazione democratica.




