Due uomini muoiono precipitati da una parete nei boschi di Enemonzo
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Redazione Interno
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La ricerca di vischio per le decorazioni natalizie si è trasformata, domenica pomeriggio, in una tragedia consumatasi in pochi istanti tra i boschi impervi del Friuli Venezia Giulia. Due escursionisti, entrambi di un’età compresa tra i cinquantacinque e i sessant’anni e residenti rispettivamente a Udine e a Portogruaro, hanno perso la vita precipitando per circa trenta metri da una parete rocciosa nel comune di Enemonzo. L’incidente, avvenuto attorno all’una e mezza del pomeriggio di domenica 7 dicembre nei pressi del locale campo volo, ha avuto un epilogo fatale nonostante l’immediato allarme e il rapido spiegamento dei soccorsi. I due uomini, che secondo le prime e ancora frammentarie ricostruzioni si sarebbero recati in quella zona boschiva proprio con l’intento di raccogliere il vischio, hanno perso l’equilibrio scivolando in un punto particolarmente scosceso, compiendo così un volo nel vuoto che non ha lasciato loro alcuna possibilità.
L'intervento dei soccorsi e le operazioni di recupero
Sul luogo della sciagura, dopo la richiesta di aiuto, si sono precipitate numerose squadre di soccorritori, coordinate dai carabinieri. Oltre ai militari dell’Arma, sono intervenuti con prontezza i vigili del fuoco, un elicottero del servizio elisoccorso e persino personale della guardia di finanza, mobilitato per contribuire alle operazioni data la difficile accessibilità dell’area. Le condizioni del terreno, aspro e insidioso, hanno reso complesse non solo le primissime manovre di avvicinamento ai corpi ma anche la successiva fase di recupero, che i professionisti hanno comunque portato a termine con la consueta dedizione. I sanitari, raggiunti i due escursionisti ai piedi della parete, non hanno potuto che constatare il decesso avvenuto, con ogni probabilità, immediatamente al momento dell’impatto col suolo, come spesso accade in simili cadute da altezze considerevoli.
Le indagini per ricostruire l'esatta dinamica
Mentre i cadaveri venivati trasportati all’obitorio per gli accertamenti medico-legali di rito, i carabinieri della compagnia di Tolmezzo, sotto la cui giurisdizione ricade il territorio di Enemonzo, hanno avviato le indagini per ricostruire con precisione la concatenazione degli eventi. Gli investigatori, che stanno raccogliendo ogni possibile elemento utile, si stanno concentrando sull’esatta individuazione del punto preciso dello scivolone e sulla valutazione delle condizioni del sentiero o del percorso scelto dai due uomini. Si esaminano, tra l’altro, le loro calzature e l’equipaggiamento che avevano con sé, fattori che potrebbero aver avuto un ruolo nell’incidente. L’ipotesi principale resta quella di una fatalità, di un banale ma micidiale passo falso su un terreno reso ancor più pericoloso dall’umidità o dalla presenza di foglie secche, sebbene nulla venga al momento trascurato.
Il contesto del territorio e la sua pericolosità
La zona dei boschi di Enemonzo, sebbene di una bellezza paesaggistica notevole, è nota agli addetti ai lavori per nascondere non poche insidie, soprattutto in certi tratti meno battuti e più scoscesi. Pareti a picco, pendii erbosi che celano il vuoto sottostante e rocce scivolose costituiscono un habitat naturale che richiede, a chi lo frequenta, una preparazione adeguata, un’attrezzatura idonea e una dose elevatissima di prudenza. Incidenti di questo tipo, per quanto rari, non sono del tutto sconosciuti nella montagna friulana, che ogni anno richiama appassionati di escursionismo e di raccolta di prodotti del bosco. La tragedia di domenica getta un’ombra su una pratica, quella della ricerca del vischio in vista del Natale, che è tradizione per molti, ricordando però come l’ambiente montano, per quanto familiare, non ami essere sottovalutato e possa riservare sorprese letali anche a pochi passi da aree apparentemente più sicure, come il limitrofo campo volo.




