Blocco del traffico a Napoli, stop ai diesel Euro 5 fino a marzo 2026
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Redazione Interno
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Il Comune di Napoli ha dato piena esecuzione a un provvedimento che, nell’ottica di un miglioramento concreto della qualità dell’aria, introduce limitazioni stringenti alla circolazione di una vasta gamma di veicoli ritenuti particolarmente inquinanti. L’amministrazione, la quale ha recepito le direttive del Piano regionale per la Qualità dell’Aria, ha reso operative le nuove regole attraverso un’ordinanza mirata, la numero 193 del 2020, che delinea un perimetro di divieti esteso e articolato. Questa iniziativa, che si protrarrà fino al 31 marzo del 2026, segna un passo significativo nella riorganizzazione della mobilità urbana, spingendo molti possessori di automobili più datate a fare i conti con una realtà sempre più vincolante.
Le categorie coinvolte dalle restrizioni
Il cuore delle limitazioni, che si applicano dal lunedì al venerdì nell’arco orario che va dalle 8.30 alle 18.30, colpisce in maniera decisa i motori a gasolio. A essere interessati dal blocco totale, infatti, sono tutte le autovetture e i veicoli commerciali – appartenenti alle categorie N1, N2 e N3 – che risultano alimentati esclusivamente a diesel e omologati fino alla classe Euro 5. A questi si aggiungono i veicoli più vecchi, ossia quelli Euro 0 ed Euro 1, indipendentemente dal tipo di carburante che li alimenta, e una parte dei motoveicoli e dei ciclomotori, precisamente quelli di categoria inferiore o uguale allo standard Euro 2. Si tratta di una misura che, senza fare distinzioni tra benzina e gasolio per le classi più obsolete, finisce per mettere al bando un parco auto ancora molto consistente.
Il contesto normativo e le deroghe previste
L’ordinanza, la cui attuazione pratica è cominciata nel novembre del 2025, non rappresenta una scelta isolata ma si inserisce in un quadro normativo più ampio, dettato sia dalle politiche regionali che dalla necessità di allinearsi ai parametri comunitari in materia di emissioni. Per mitigare l’impatto sulle attività quotidiane, il provvedimento contempla un sistema di deroghe, concepite per garantire lo svolgimento di quei servizi pubblici ritenuti essenziali e per non compromettere la sicurezza o la continuità di alcune professioni. Queste eccezioni, sebbene circoscritte, tentano di bilanciare l’esigenza ambientale con le inevitabili necessità di spostamento di una parte della popolazione, alleggerendo il peso di una transizione che per molti si rivelerà complessa.
Le implicazioni per la mobilità cittadina
La decisione di escludere dalla circolazione i diesel fino alla normativa Euro 5, di cui si prevede una presenza numerosa sul territorio, costringe migliaia di automobilisti a rivedere le proprie abitudini di viaggio o a valutare un cambio del mezzo di trasporto. Il divieto, che copre l’intera superficie del comune, rende di fatto impossibile l’utilizzo di tali vetture per gran parte della giornata lavorativa, incidendo non solo sui privati ma anche sulle imprese che fanno affidamento su furgoni e veicoli commerciali di vecchia generazione. Mentre le autorità puntano a un progressivo abbattimento degli agenti inquinanti, i cittadini si trovano a dover affrontare una sfida logistica e, in molti casi, economica, senza che vi sia, al momento, spazio per soluzioni alternative se non il rispetto della norma.




