Ferrari 499P, svelata la livrea 2026 per difendere i titoli mondiali dell’endurance
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Sport
-
Nella cornice del Museo Enzo Ferrari di Modena, la Casa di Maranello ha tolto i veli alla 499P che prenderà parte alla stagione 2026 del FIA World Endurance Championship. La vettura, chiamata a difendere entrambi i titoli iridati conquistati lo scorso anno — quello Costruttori e quello Piloti —, si presenta con una veste estetica rinnovata, seppur fedele alla tradizione cromatica del Cavallino. All’evento, aperto al pubblico, hanno presenziato l’amministratore delegato Benedetto Vigna insieme ai vertici dell’area sportiva, tra cui Antonello Coletta, responsabile Endurance e Corse Clienti, e l’ingegnere capo Ferdinando Cannizzo, oltre ai sei piloti ufficiali che si alterneranno al volante delle due Hypercar -1-10.
Il ritorno del rosso lucido e i simboli dell’iride
La nuova livrea abbandona la finitura opaca delle ultime stagioni per riscoprire un Rosso Scuderia lucido, lo stesso trattamento cromatico adottato sulla monoposto di Formula 1 SF-26, e le linee di demarcazione in Giallo Modena — un omaggio alla storica 312 P — sono state ridisegnate per enfatizzare i volumi dell’abitacolo; la freccia diagonale, elemento distintivo fin dal debutto della 499P nel 2023, inverte la sua direzione puntando ora verso il retrotreno, una scelta stilistica del Centro Stile Ferrari volta a sottolineare la centralità del cockpit come cuore pulsante della vettura. A celebrare i successi dell’anno passato ci pensano gli allori iridati concessi dalla FIA, che campeggiano sui passaruota anteriori, proprio sotto lo Scudetto con il Cavallino Rampante, mentre sulla vettura numero 51, quella dell’equipaggio Campione del Mondo in carica — Alessandro Pier Guidi, James Calado e Antonio Giovinazzi —, una corona d’alloro ulteriore impreziosisce le pinne sopra le portiere.
Scelta di continuità per gli equipaggi e la tecnica
La line-up dei piloti resta invariata per il quarto anno consecutivo, con Antonio Fuoco, Miguel Molina e Nicklas Nielsen confermati sulla 499P numero 50 e Pier Guidi, Calado e Giovinazzi sulla numero 51, una decisione che punta sulla stabilità e sulla conoscenza profonda del prototipo ibrido. Sul fronte tecnico, Ferrari ha scelto di non utilizzare alcun Joker Evo per introdurre aggiornamenti significativi, ritenendo il potenziale della vettura ancora competitivo ai massimi livelli nonostante l’evoluzione delle concorrenti; l’unica modifica sostanziale, come spiegato da Ferdinando Cannizzo, deriva dalla riomologazione aerodinamica imposta a tutti i costruttori dalla FIA e dall’ACO, che ha costretto i tecnici di Maranello a ricalibrare il comportamento della 499P nella nuova galleria del vento Windshear, con interventi mirati soprattutto nella zona del fondo per centrare i parametri richiesti.
Le nuove gomme Michelin e l’adattamento in pista
A complicare il quadro di partenza, come emerso dalle parole dei protagonisti, ci saranno anche le nuove coperture Michelin, che presentano una mescola differente e richiedono un lavoro di messa a punto specifico per trovare il giusto bilanciamento con le caratteristiche della 499P; gli ingegneri dovranno quindi gestire una fase di apprendimento e correlazione tra i dati del simulatore, quelli provenienti dalla galleria del vento e le prime risposte in pista. L’obiettivo dichiarato, ha ribadito Antonello Coletta, è difendere la leadership conquistata con grande fatica nel 2025, affrontando ogni gara con la massima concentrazione e la consapevolezza che il livello della competizione, con avversari sempre più agguerriti e dotati di vetture evolute, non lascerà spazio a distrazioni o cali di tensione.
La parola ai piloti tra entusiasmo e pragmatismo
Tra i piloti, la consapevolezza di dover confermare il Titolo si mescola alla determinazione di voler ripetere l’impresa: Antonio Giovinazzi ha ricordato come il 2025 abbia rappresentato il coronamento di un sogno d’infanzia, ma ha subito aggiunto che ripetersi sarà ancora più difficile, mentre Alessandro Pier Guidi ha sottolineato come tutti ripartano da zero e come confermarsi sia sempre più complicato che vincere per la prima volta. Dalla vettura gemella, Miguel Molina ha indicato nella gara d’apertura in Qatar e nella 24 Ore di Le Mans, con il suo punteggio doppio, i banchi di prova fondamentali per indirizzare la stagione, senza dimenticare le difficoltà incontrate in passato su piste come Fuji e San Paolo, dove il team dovrà migliorare la propria competitività.




