Ferrari torna campione del mondo endurance dopo 53 anni
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Redazione Sport
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Un quarto posto, che ha il sapore di una vittoria senza appello, è bastato alla 499P numero 51 di Alessandro Pier Guidi, James Calado e Antonio Giovinazzi per incoronarsi al termine della 8 Ore del Bahrain; un risultato, quello dell'equipaggio italiano e britannico, che, unito al terzo posto conquistato dalla vettura gemella numero 50 guidata da Miguel Molina, Nicklas Nielsen e Antonio Fuoco, ha permesso alla Scuderia di Maranello di centrare un duplice, storico obiettivo. John Elkann, presidente della Ferrari, presente a Sakhir per l'ultimo round del FIA World Endurance Championship 2025, non ha celato la sua soddisfazione, definendo i due titoli mondiali "il simbolo della forza di questa squadra", in un abbraccio ideale con un passato glorioso che sembrava remoto.
Un'attesa lunga più di mezzo secolo
L'ultima celebrazione per un titolo iridato assoluto nella massima serie endurance risaliva infatti a cinquantatré anni fa, un lasso di tempo durante il quale la casa di Maranello ha scritto pagine indimenticabili in altre discipline, mentre il mondiale costruttori endurance rappresentava un traguardo agognato e mai dimenticato. Il traguardo del Bahrain International Circuit, pertanto, non segna semplicemente la chiusura di una stagione di successi, bensì suggella un ritorno alla grandezza in una competizione che fa parte del DNA stesso del costruttore italiano, chiudendo un cerchio che si era interrotto nel lontano 1972.
La doppia festa nel deserto
Mentre la vettura numero 51, la cui condotta di gara è stata improntata a una calcolata conservazione del vantaggio in classifica piuttosto che all'assalto per la vittoria finale, si assicurava il titolo piloti, i punti aggiuntivi portati a casa dal podio della vettura sorella numero 50 hanno consegnato matematicamente anche il titolo costruttori, regalando a tutto il team Ferrari – AF Corse una gioia doppia e contagiosa. Il deserto bahreinita, scenario di tante sfide, ha così visto scriversi un nuovo capitolo, che va ben oltre il mero esito di una gara, trasformandosi nel palcoscenico di un ritorno alla massima gloria mondiale.
Il valore di un'impresa collettiva
Questo doppio trionfo, che ha richiesto uno sforzo corale di progettisti, ingegneri, meccanici e piloti per l'intera durata della stagione, rappresenta la prova tangibile di come la forza di una scuderia non risieda solamente nel talento dei singoli, ma nella capacità di far convergere le energie di molti verso un obiettivo comune. La 499P, con le sue due esemplari, si è dimostrata non solo una macchina competitiva e affidabile, ma il frutto di un lavoro meticoloso che, partendo dagli stabilimenti di Maranello, ha saputo esprimere la sua eccellenza su circuiti di tutto il mondo, coronando il percorso proprio nell'ultimo appuntamento.




