Ferrari, un doppio trionfo nel Mondiale Endurance che sa di storia

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Il 2025 si è rivelato, senza alcun dubbio, un anno di cesura per la Ferrari, capace di scrivere una pagina indelebile nel motorsport mondiale attraverso un eccezionale doppio trionfo nel WEC. Dopo un attesa che si prolungava da oltre mezzo secolo, la Casa di Maranello è infatti tornata a dominare la scena internazionale dell’endurance, interrompendo un digiuno che perdurava dal lontano 1972. Un successo, questo, che possiede il sapore della leggenda e che, come è stato sottolineato, rappresenta il coronamento di un percorso strategico avviato nel 2022, allorquando si decise di riportare il Cavallino Rampante nella massima categoria delle corse di durata.

Il dominio alla 8 Ore del Bahrain

Nell’ultimo appuntamento della stagione, la 8 Ore del Bahrain, la scuderia ha sancito il suo dominio assoluto conquistando il titolo mondiale Costruttori, un obiettivo mancato da cinquantatré anni. A completare un trionfo già di per sé significativo, si è aggiunta la vittoria nel Mondiale Piloti, ottenuta dall’equipaggio della 499P numero 51, che vedeva al volante Alessandro Pier Guidi, James Calado e Antonio Giovinazzi. Il weekend di Sakhir, del resto, ha offerto alla Ferrari un bottino ancor più ricco, con la vettura gemella numero 50, guidata da Antonio Fuoco, Miguel Molina e Nicklas Nielsen, che è salita sul podio aggiudicandosi il terzo posto. A questo risultato si è affiancata la prestazione della numero 83 del team AF Corse, condotta da Yifei Ye, Robert Kubica e Phil Hanson, la quale, chiudendo in quinta posizione, ha contribuito in maniera decisiva a consegnare alla scuderia italiana un controllo pressoché totale nelle classifiche finali.

Il ritorno a un titolo mondiale dopo 17 anni

Con questa affermazione, la Ferrari torna a festeggiare un titolo mondiale dopo diciassette anni, un lasso di tempo durante il quale le celebrazioni sono mancate non in Formula 1, bensì proprio nel WEC, il World Endurance Championship. Questa competizione, che esalta in egual misura la velocità pura e la resistenza meccanica, si compone di otto prove, tra le quali spicca per carisma e difficoltà la mitica 24 Ore di Le Mans. In simili contesti, il concetto tradizionale di tempo sembra dissolversi, creando un paradosso unico tra il fugace sfrecciare delle vetture e la durata estenuante delle gare, che si sviluppano ininterrottamente dal giorno alla notte.

La soddisfazione per i protagonisti

Le soddisfazioni, pertanto, investono l’intera squadra e, in particolare, i piloti che hanno reso possibile un’impresa così attesa. Tra di essi spicca la figura del calabrese Antonio Fuoco, originario di Cariati, il quale è stato protagonista insieme ai suoi compagni di un campionato condotto con determinazione e precisione. L’ultima gara della stagione non ha soltanto assegnato i titoli, ma ha anche dimostrato la solidità del progetto Ferrari, con due vetture ufficiali salite sul podio e una terza, gestita da un team cliente, in grado di inserirsi con autorità tra le prime cinque, segnando così una supremazia tecnica e strategica difficilmente contestabile.

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