Ferrari domina il WEC: doppietta storica nel mondiale Endurance
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Redazione Sport
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Al termine della 8 Ore del Bahrain, che ha chiuso la stagione del FIA World Endurance Championship, la Ferrari ha scritto una pagina di storia, coronando un percorso iniziato con il ritorno alle corse di massima categoria con un doppio trionfo che mancava da oltre cinquant'anni. La vittoria del titolo Costruttori, arrivata con un margine significativo, e la conquista del Mondiale Piloti da parte dell'equipaggio della 499P numero 51, composto da Alessandro Pier Guidi, James Calado e Antonio Giovinazzi, hanno suggellato una supremazia tecnica e sportiva che pochi avevano pronosticato all'inizio di questo ciclo. Un successo, questo, che il presidente John Elkann ha definito il coronamento di un progetto ambizioso, il cui avvio risale al 2022, quando la Casa di Maranello decise di riportare il Cavallino Rampante nell'olimpo dell'endurance, un impegno che oggi ha prodotto risultati che vanno ben al di là delle più rosee aspettative.
Il commento di Kubica e il podio completo
Robert Kubica, pilota della 499P numero 83 del team AF Corse, che ha chiuso la gara in quinta posizione ma il campionato in seconda piazza generale, ha riconosciuto i meriti dei rivali, sebbene abbia ammesso, con una punta di rammarico, che la sua squadra "ha commesso alcuni errori di troppo" nel corso della lunga stagione. "Vorrei fare i miei complimenti ai vincitori, quindi a tutta la Ferrari per il titolo Costruttori e all'equipaggio della 499P numero 51 per il titolo Piloti", ha dichiarato il polacco, il quale, insieme al compagno di squadra Phil Hanson e a Yifei Ye, ha comunque contribuito in maniera decisiva al successo del costruttore. Il weekend di Sakhir, del resto, ha visto il trionfo assoluto delle hypercar di Maranello, con la vettura numero 50 di Antonio Fuoco, Miguel Molina e Nicklas Nielsen che è salita sul gradino più basso del podio, completando una giornata quasi perfetta per la scuderia italiana.
L'entusiasmo di Giovinazzi per un traguardo inatteso
Antonio Giovinazzi, uno dei tre piloti campioni del mondo, non ha nascosto la sua euforia per un risultato che, fino a pochi anni fa, sembrava un'utopia. "Sono contentissimo, è stata una giornata perfetta. Quello che abbiamo raggiunto dopo tre anni è stato qualcosa di fantastico, dalla 24 Ore di Le Mans al titolo piloti e costruttori", ha affermato con visibile emozione. Le sue parole, come quelle degli altri protagonisti, tracciano il quadro di un successo collettivo, il quale, partendo dal lavoro meticoloso degli ingegneri e dei meccanici, si è concretizzato nelle prestazioni impeccabili dei piloti in pista, i quali hanno saputo gestire la pressione e la competitività di un campionato estremamente serrato.
Un dominio che chiude un'era di attesa
Questo doppio titolo, che arriva a 53 anni dall'ultima affermazione assoluta della Ferrari nel mondiale Endurance, segna non solo un ritorno al vertice ma stabilisce un nuovo punto di riferimento per l'intero movimento. La 499P, in tutte le sue configurazioni, ha dimostrato una affidabilità e una velocità che si sono rivelate determinanti in un campionato dove la concorrenza, agguerrita e tecnologicamente avanzata, non ha concesso nulla. Il fatto che tre vetture siano finite nella parte alta della classifica generale, con quella ufficiale a conquistare l'alloro piloti, è la prova tangibile di un progetto riuscito in ogni suo aspetto, dalla concezione alla esecuzione in gara, unendo in un unico, storico successo, il team ufficiale e il team cliente AF Corse.




