Ferrari detta il passo, Genesis si presenta: la startlist 2026 del Mondiale Endurance

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Scatterà il 19 aprile prossimo dall'Autodromo Enzo e Dino Ferrari di Imola la stagione 2026 di un Fia World Endurance Championship (Wec) pronto a riaccendere ufficialmente i motori dopo la lunga pausa invernale. In seguito al rinvio della 1.812 km del Qatar, originariamente in calendario il 28 marzo sul circuito di Losail e ora ufficialmente riprogrammata per il 24 ottobre, sarà quindi il tracciato collocato in Emilia-Romagna, nel cuore della Motor Valley, a ospitare il primo appuntamento dell'anno. Il prologo, svoltosi proprio sul circuito intitolato a Enzo e Dino Ferrari, ha già fornito le prime, significative indicazioni sui valori in campo, con una Casa che sembra aver ritrovato la miglior forma dopo il trionfo mondiale dello scorso anno.

La tripla di Maranello e il ritorno dei samurai

Il team di Maranello, reduce da una stagione 2025 pressoché perfetta culminata con la conquista del titolo costruttori, ha letteralmente dominato le sessioni di test, piazzando tutte e tre le sue hypercar 499P ai primi posti della classifica combinata. A firmare il miglior tempo assoluto è stato Antonio Fuoco, alla guida del numero 50 condiviso con Nicklas Nielsen e Miguel Molina, staccando di soli 126 millesimi la vettura gemella del team satellite AF Corse (quella affidata a Robert Kubica, Philip Hanson e Yifei Ye) e di 232 millesimi la sorella numero 51, l'ultimo dei tre bolidi ufficiali guidato dal trio campione del mondo composto da James Calado, Antonio Giovinazzi e Alessandro Pier Guidi.

A dare loro la caccia, come da tradizione, ci sarà il colosso giapponese Toyota Gazoo Racing. Nonostante un 2025 vissuto all’ombra delle Rosse, la Casa nipponica si presenta al via con un assetto invariato rispetto al passato, segno di una volontà chiara: affidarsi alla stabilità e all’esperienza. Sulla vettura numero 7 troviamo infatti Mike Conway, Kamui Kobayashi e Nyck de Vries, mentre la gemella numero 8 sarà affidata ai collaudati Sebastien Buemi, Brendon Hartley e Ryo Hirakawa. Le due formazioni, forti di un pacchetto aerodinamico profondamente rivisitato, rappresentano l’ostacolo più temibile per le ambizioni iridate della Rossa.

Il debutto di Genesis e le ambizioni tedesche

La grande novità del lotto, destinata a catalizzare l’attenzione degli addetti ai lavori, è rappresentata dall’esordio assoluto di Genesis Magma Racing. Il marchio premium del gruppo Hyundai ha ufficialmente alzato il sipario sulla sua avventura nella massima categoria, presentando la nuovissima GMR. Con un telaio realizzato con il supporto di Oreca e un motore ibrido V8 turbo di propria concezione, la squadra francese con sede a Le Castellet non ha nascosto l’ambizione del progetto. A guidare la rivoluzione coreana ci sono due equipaggi di spessore: sulla numero 17 scenderanno in pista André Lotterer, Pipo Derani e Mathys Jaubert, mentre la numero 19 sarà affidata a Mathieu Jaminet, Paul-Loup Chatin e Daniel Juncadella. Lotterer, che ha seguito lo sviluppo della vettura sin dagli albori, ha parlato di una “sfida ambiziosa” per un team che, pur consapevole del lungo percorso da compiere, punta a inserirsi nelle posizioni di vertice nel medio termine.

Non mancano all’appello neppure le compagini tedesche, intenzionate a giocarsi le proprie carte. BMW M Team WRT schiera due equipaggi di alto profilo, composti da piloti di chiara fama: sulla numero 15 troviamo l’ex ferrarista Antonio Fuoco (sebbene il dato più rilevante sia la presenza di Kevin Magnussen, Raffaele Marciello e Dries Vanthoor), mentre la numero 20 vedrà l’alternanza di Robin Frijns, Rene Rast e Sheldon van der Linde. Il costruttore bavarese cerca continuità e risultati dopo una fase di crescita costante.

Le altre protagoniste e la classe GT

Il quadro della top class si completa con altri nomi di prestigio. Cadillac, affidata al team Hertz Jota, punta sulla velocità pura con due vetture: la numero 12 per Alex Lynn, Norman Nato e Will Stevens, e la numero 38 per l’esperto trio composto da Sebastien Bourdais, Earl Bamber e Jack Aitken. Occhi puntati anche sul programma francese di Alpine, che in pista porterà due A424 con un parco piloti di tutto rispetto che include nomi come Ferdinand Habsburg e Paul-Loup Chatin, mentre Peugeot proverà a riscattare un periodo altalenante affidandosi ai suoi due 9X8 guidati da Paul di Resta, Stoffel Vandoorne e Nick Cassidy.

Spostandosi nella categoria LMGT3, quella riservata alle derivate di serie, il prologo di Imola ha visto l’affermazione di una certezza. A dettare il passo è stata l’Aston Martin Vantage del team Heart of Racing, con il pilota Mattia Drudi che ha firmato la miglior prestazione cronometrica fermando il tempo sull’1’42”698. Il livello di competitività in questa classe si preannuncia altissimo, con Ferrari, Porsche, McLaren e la stessa Aston Martin pronte a darsi battaglia in una stagione che si preannuncia ricca di colpi di scena e combattuta fino all’ultimo giro.

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