Trump pronto a riconoscere la Crimea come russa: il piano Usa e i territori contesi
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Redazione Esteri
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Gli Stati Uniti, secondo indiscrezioni riportate da Bloomberg, sarebbero disposti a riconoscere l’annessione russa della Crimea in cambio di un accordo di pace tra Mosca e Kiev. Fonti vicine alle trattative hanno rivelato che la proposta, ancora in fase di elaborazione, prevedrebbe concessioni territoriali limitate a favore della Russia, senza però soddisfare tutte le rivendicazioni avanzate dal Cremlino.
Steve Witkoff, inviato speciale americano per l’Ucraina, ha dichiarato al Wall Street Journal che «alcune regioni potrebbero essere negoziate», lasciando intendere che Washington non intende piegarsi completamente alle pretese di Mosca. Intanto, il New York Post riferisce che Kiev avrebbe accettato «al 90%» il piano di pace proposto dall’amministrazione Trump, sebbene permangano dubbi sulla reale volontà russa di sedersi al tavolo delle trattative.
«Se una delle due parti si comporta da stupida, siamo pronti ad andarcene», ha avvertito Trump, sottolineando la necessità di chiudere rapidamente un accordo. Una posizione rafforzata dalle parole del segretario di Stato Rubio, il quale ha ribadito che gli Stati Uniti «non sono disposti a farsi trascinare in una guerra senza via d’uscita».
Mentre i colloqui procedono tra incertezze, la guerra continua a mietere vittime: nell’ultima notte, otto missili e 87 droni russi hanno colpito obiettivi ucraini, in un’escalation che rischia di compromettere ogni sforzo diplomatico. Il massacro di Sumy, in particolare, ha provocato una battuta d’arresto nei negoziati, lasciando Kiev in allerta per nuove offensive.




