Napoli, la fabbrica green riparte con Invitalia: l’ex Whirlpool verso il fotovoltaico
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Redazione Economia
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Ha vinto, ancora una volta, un gioco di squadra che ha visto istituzioni pubbliche e impresa privata muoversi all’unisono, evitando così che la chiusura di uno stabilimento storico si trasformasse in una ferita insanabile per il tessuto produttivo locale. Dopo anni di incertezze e di battaglie, che hanno visto in prima linea chi nello stesso sito trovava la propria occupazione, il futuro dell’area industriale di via Argine a Napoli si delinea con contorni finalmente definiti. Il percorso, la cui missione è fissata in un orizzonte temporale di cinque anni, punta a conquistare una posizione di leadership nel mercato italiano delle energie rinnovabili, partendo proprio dalla riconversione in chiave ecologica di quello che era un simbolo dell’industria manifatturiera tradizionale. Un obiettivo ambizioso, che incrocia il destino di centinaia di lavoratori e che affida la sua realizzazione a una nuova entità industriale, determinata a produrre un fatturato di oltre centocinquanta milioni di euro a regime.
Il ruolo decisivo di Invitalia
L’acceleratore decisivo di questo processo è giunto con l’ingresso, formalizzato e perfezionato, di Invitalia nel capitale sociale di Italian Green Factory. L’agenzia nazionale per lo sviluppo, attraverso il Fondo Salvaguardia Imprese promosso dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, ha infatti accettato l’invito a partecipare all’operazione, garantendo un investimento di ventinove milioni di euro. Questo intervento pubblico si affianca a quello del gruppo Tea Tek, la holding campana guidata dall’imprenditore Felice Granisso, che ha acquisito lo stabilimento e che ora, attraverso un aumento di capitale complessivo di sessanta milioni – di cui trentuno garantiti dalla stessa holding – dà concretezza finanziaria al progetto. Un’operazione che, di fatto, segna il via libera finale al rilancio di un’area considerata tra i dossier industriali più delicati del Mezzogiorno.
Da lavatrici a componenti per il fotovoltaico
La trasformazione materiale dello stabilimento, le cui linee di produzione erano fino a pochi anni fa dedicate all’assemblaggio di elettrodomestici, è già in atto. Dove prima uscivano lavatrici, presto verranno realizzati componenti tecnologicamente avanzati per il settore del fotovoltaico e delle energie rinnovabili. La nuova identità produttiva della fabbrica, ribattezzata Italian Green Factory, rispecchia dunque una transizione epocale, non solo per il sito specifico ma per l’intero comparto industriale del territorio, che punta a posizionarsi in un mercato in fortissima crescita. Il tutto, mantenendo al centro la salvaguardia e lo sviluppo dell’occupazione, in un’ottica che lega indissolubilmente innovazione tecnologica e sostenibilità ambientale.
Una scommessa per il futuro del Sud
Questa operazione, che va oltre la semplice riconversione di uno stabilimento, rappresenta una scommessa significativa per le politiche di reindustrializzazione nel Sud Italia. L’intervento di Invitalia, infatti, non si limita a un mero sostegno finanziario ma segna una presenza nel capitale e, di conseguenza, una partecipazione diretta nella governance del progetto, assicurando un monitoraggio costante sull’attuazione del piano industriale. La sfida, ora, è quella di tradurre gli investimenti e le intenzioni in risultati tangibili, creando una filiera solida attorno alla produzione green e dimostrando come aree deindustrializzate possano rinascere attraverso modelli imprenditoriali innovativi e visionari, capaci di guardare al futuro senza dimenticare le persone che quel futuro lo costruiscono giorno per giorno.




