Frena per evitare un pedone e bestemmia: multa da 102 euro a Venezia
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Redazione Esteri
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Una frenata brusca, il cuore in gola, poi l'imprecazione. È finita con una sanzione da 102 euro per un ragazzo di 22 anni che martedì 8 settembre, in sella al suo scooter, stava percorrendo le strade del Lido di Venezia quando si è visto tagliare la strada da un pedone. L'episodio, riportato dalla Tribuna di Treviso e diventato in poche ore virale sui social, si è consumato nei pressi del ponte delle Quattro Fontane, a due passi dalle location della Mostra del Cinema, giunta alla sua 83esima edizione.
La dinamica e l'intervento degli agenti
Secondo la ricostruzione fornita dallo stesso protagonista attraverso la pagina Facebook "Venezia non è Disneyland", il giovane ha evitato l'impatto con il pedone grazie a un riflesso pronto, scongiurando quello che poteva trasformarsi in un investimento. Dopo lo spavento, però, si è lasciato andare a una serie di esclamazioni, culminate in una bestemmia pronunciata a voce alta.
Il problema è che a pochi passi da lì c'erano alcuni agenti della polizia locale, i quali hanno assistito all'intera scena: prima hanno proceduto al controllo dei documenti, risultato regolare, poi hanno contestato la violazione prevista dall'articolo 724 del codice penale. Nel verbale si legge che il ragazzo, "in presenza di più persone", avrebbe pronunciato parole oltraggiose contro la divinità.
Il quadro normativo sulla bestemmia
La norma richiamata dagli agenti non prevede più conseguenze di natura penale dal 1999, anno in cui il decreto legislativo 507 ha depenalizzato la fattispecie trasformandola in illecito amministrativo. Il testo vigente stabilisce che chiunque pubblicamente bestemmia, con invettive o parole oltraggiose, contro la divinità o i simboli o le persone venerati nella religione dello Stato è punito con una sanzione pecuniaria compresa tra 51 e 309 euro. La medesima disposizione si applica anche a chi compie qualsiasi pubblica manifestazione oltraggiosa verso i defunti.
Nel caso del Lido, la cifra contestata al 22enne, pari a 102 euro, si colloca dunque nella fascia medio-bassa prevista dalla norma.
Le precisazioni del comandante Agostini
Interpellato sull'accaduto, il comandante della polizia locale Marco Agostini ha scelto la linea della prudenza, dichiarando di essere ancora in attesa della relazione dell'agente coinvolto. Ha però tenuto a precisare che episodi simili non sono affatto isolati: le multe per bestemmie, ha spiegato, vengono elevate periodicamente, perché così stabilisce la legge e le forze dell'ordine sono tenute ad applicarla senza eccezioni di sorta.
La vicenda ha acceso il dibattito sul web, dividendo chi invoca la laicità dello Stato da chi difende l'operato dei vigili sottolineando l'importanza del rispetto del decoro pubblico.
La bestemmia nel dibattito politico recente
Il tema era tornato di attualità nelle settimane precedenti, quando il programma politico di Futuro Nazionale aveva inserito un riferimento esplicito all'articolo 724 del codice penale, chiedendone la puntuale applicazione con verifica da parte delle forze dell'ordine e segnalazione all'autorità giudiziaria. Nelle scorse settimane, in particolare, esponenti del partito avevano rilanciato l'ipotesi di una "tassa sulle bestemmie" come strumento per garantire il rispetto delle regole civili, suscitando reazioni contrastanti nel panorama politico italiano.
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