Catturato in Alabama dopo cinque anni di latitanza: l'uomo fu condannato per violenza su una bambina
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Redazione Interno
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Alberto Palla, un 63enne romano, aveva costruito una nuova esistenza a Huntsville, in Alabama, credendo di essersi definitivamente sottratto a una condanna a dieci anni per violenza sessuale sulla figlia di sei anni della sua ex convivente. Della sua vita precedente, di quel processo celebrato a Roma e della sentenza che lo aveva raggiunto, sembrava non esservi più traccia; una fuga riuscita, iniziata cinque anni orsono, che lo aveva portato lontano dall'Italia e dagli accertamenti di polizia giudiziaria. La sua cattura, invece, maturata dopo un'indagine complessa e protratta, si è rivelata possibile grazie a un elemento apparentemente banale: una fotografia pubblicata su un profilo WhatsApp, la quale, offrendo un indizio decisivo, ha permesso di localizzarlo mentre conduceva un'esistenza sotto falsa identità.
L'indagine che ha condotto all'arresto
Le indagini, portate avanti con tenacia dai Carabinieri della Stazione di Roma Bravetta e dal personale specializzato della Sezione Volo di Polaria, hanno progressivamente ricostruito le tappe della sua fuga, individuando sue tracce significative nelle zone di Cerveteri e Civitavecchia prima che la pista si indirizzasse con certezza oltreoceano. L'uomo, il quale dovrà scontare una pena che ammonta a 10 anni, 5 mesi e 2 giorni di reclusione non solo per il reato di violenza sessuale ma anche per altri delitti – tra i quali appropriazione indebita, sostituzione di persona, truffa e furto –, era riuscito a stabilirsi in una città di centottantamila abitanti, confidando nell'anonimato che la distanza gli garantiva.
Il rimpatrio e l'esecuzione della condanna
L'attività di cooperazione internazionale, coordinata dalla Direzione Centrale della Polizia Criminale, ha infine permesso di localizzarlo e di procedere alla sua cattura sul suolo americano. Scortato dagli agenti dell'U.S. Immigration and Customs Enforcement, egli è stato formalmente espulso dal territorio degli Stati Uniti e ricondotto in Italia, dove è atterrato all'aeroporto Leonardo da Vinci di Fiumicino. All'arrivo, gli è stata notificata l'ordinanza di carcerazione emessa dalla Corte d'Appello di Firenze, che pone fine al suo periodo di latitanza.
I reati per cui è stato condannato
La condanna, che ora dovrà essere espiata, fa riferimento a un arco temporale compreso tra il 2002 e il 2008, durante il quale, stando a quanto accertato in sede giudiziaria, furono commessi diversi reati. Oltre al grave episodio di violenza sulla minore, per il quale era stato inizialmente processato, la sentenza comprende una serie di illeciti – dall'appropriazione indebita alla sostituzione di persona – che delineano un profitto illecito e un sistematico inganno, elementi che hanno caratterizzato la sua condotta anche dopo la fuga, quando tentò di cancellare ogni legame con la sua identità passata.




