Il futuro del Green Deal europeo dopo le elezioni
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Redazione Esteri
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Il Green Deal europeo, definito nel 2019 dalla presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, come un elemento fondamentale per la salute del pianeta, dei cittadini e per la nostra economia, sembra essere in una fase di incertezza. Questa strategia di crescita, che mira a ridurre le emissioni e a creare posti di lavoro, non è stata menzionata da von der Leyen durante la notte elettorale. Questo solleva interrogativi sul futuro delle politiche climatiche dell'UE.
Obiettivi ambiziosi
Un obiettivo intermedio per il 2040 è stato stabilito in vista della neutralità carbonica da raggiungere nel 2050. Questo obiettivo prevede un taglio ambizioso del 90% delle emissioni entro il 2040. Tuttavia, l'approvazione di tale obiettivo richiederà il consenso sia dei singoli Paesi che del Parlamento europeo.
Nuove politiche in vista
Sia la Commissione che il Parlamento dovranno lavorare su nuove politiche per incentivare anche il settore industriale a ridurre significativamente le emissioni entro il 2040. Questo rappresenta una sfida importante, ma necessaria per raggiungere gli obiettivi del Green Deal.
Cambiamento di rotta
Gli elettori europei hanno inviato un messaggio chiaro alla Commissione e al Parlamento: è necessario cambiare rotta. La maggioranza e il Governo italiani sono chiamati a impegnarsi per formare una maggioranza europea diversa da quella uscente. Questa nuova maggioranza dovrebbe mettere al primo posto il totale ripensamento dell'intero Green Deal, a partire dalla direttiva sull'efficientamento energetico degli immobili, nota come "case green".
Il futuro del Green Deal europeo è incerto. Tuttavia, l'importanza di questo accordo per la salute del pianeta e per l'economia rende essenziale un impegno continuo per raggiungere i suoi obiettivi. Solo il tempo dirà se le nuove politiche e le decisioni prese saranno in grado di portare avanti questo importante progetto.




