Federauto e Stellantis contro il Green Deal Automotive

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Federauto, attraverso le parole del suo presidente Massimo Artusi, ha espresso una forte critica nei confronti del Green Deal Automotive, sottolineando come i concessionari di autoveicoli siano sottoposti a una pressione eccessiva. Questa pressione, secondo Artusi, deriva dalle normative europee che, con l'obiettivo di ridurre le emissioni di CO2, impongono pesanti multe ai costruttori che non rispettano i limiti. Tale situazione costringe i produttori a fabbricare veicoli elettrici che, tuttavia, non trovano un adeguato riscontro nel mercato.

I concessionari di Stellantis, in una lettera indirizzata alla Commissione Europea, hanno richiesto un posticipo dei termini per la transizione verso un modello di mobilità più sostenibile. Questa richiesta, che riflette una crescente preoccupazione nel settore automobilistico, è supportata anche da ACEA, l'associazione che rappresenta i produttori di auto europei. I concessionari lamentano una forte riluttanza da parte dei clienti ad acquistare auto elettriche, a causa dei prezzi ancora elevati e delle infrastrutture di ricarica insufficienti.

La normativa europea prevede che, entro il 2025, le emissioni di CO2 delle auto non superino i 95 grammi per chilometro. Questo obiettivo, considerato troppo ambizioso dai concessionari, rischia di mettere in difficoltà l'intero settore. La richiesta di posticipare i termini è vista come una necessità per permettere al mercato di adattarsi gradualmente alle nuove esigenze, senza subire contraccolpi troppo pesanti.

La pressione esercitata dalle normative europee sui costruttori di autoveicoli sta creando un clima di tensione tra i concessionari, che si trovano a dover gestire una domanda di mercato non ancora pronta ad accogliere in massa i veicoli elettrici.

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