Tolkien tra destra e sinistra: un grande scrittore oltre le ideologie

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   La recente apertura della mostra "Tolkien. Uomo, professore, autore" alla Galleria nazionale di Roma ha riacceso le vecchie diatribe sulla collocazione politica di J.R.R. Tolkien, l'autore del Signore degli Anelli. La visita di Giorgia Meloni, leader di Fratelli d'Italia, all'esposizione ha sollevato domande sul messaggio politico che voleva comunicare.

Alcuni si chiedono se si tratti dell'ennesimo tentativo di rianimare la povertà culturale della destra, inserendo arbitrariamente Tolkien nel Pantheon dei suoi testimonial. Altri, invece, vedono nel gesto di Meloni un desiderio di un nuovo orizzonte politico, quello di un conservatorismo illuminato, policulturale e polilinguistico, simile a quello di Tolkien, che ha costruito una rete fantastica di unione tra le differenze etniche.

Tolkien, infatti, si definiva un anarchico fortemente pervaso dai principi dell'umanesimo cristiano, dichiaratamente avverso ad ogni forma di dittatura di destra e di sinistra. La sua opera, quindi, va oltre le semplici etichette politiche, offrendo una visione del mondo ricca di sfumature e complessità.

Nel frattempo, Federico Palmaroli, noto come Osho, ha annunciato che troverà spunto per le sue prossime vignette sui politici, utilizzando i personaggi del 'Signore degli Anelli', facendoli parlare in romanesco

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