Il Mercato Centrale di Milano e il blitz dell'Ats: diciannove attività sospese su ventisette, solo quattro i locali giudicati pienamente conformi
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Redazione Interno
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È un bilancio pesantissimo, quello emerso dai controlli a tappeto effettuati dall'Agenzia di Tutela della Salute (Ats) della Città Metropolitana, che tra mercoledì 18 e giovedì 19 febbraio ha passato al setaccio il Mercato Centrale di via Sammartini, l’hub gastronomico sorto nel 2021 a pochi passi dalla Stazione Centrale di Milano. Gli ispettori della Struttura Complessa Igiene Alimenti e Nutrizione, entrando nei locali che ogni giorno attirano migliaia di pendolari e turisti, si sono trovati di fronte a una realtà ben diversa dalla patinata immagine da tempio del cibo di qualità. Dei ventisette esercizi ispezionati – un campione rappresentativo che includeva ristoranti, tavole calde, bar, pizzerie e pasticcerie – soltanto quattro sono risultati in regola con le normative igienico-sanitarie. Per diciassette di loro è scattata la sospensione immediata dell’attività, un provvedimento drastico che rimarrà in vigore fino al completo ripristino delle condizioni richieste, mentre i restanti sei hanno ricevuto prescrizioni dettagliate con l’obbligo di adeguarsi, continuando comunque a operare sotto la lente d’ingrandimento dell’autorità sanitaria -1-3-4.
Blatte vive e morte tra i locali e le aree comuni, carenze sistemiche nella pulizia e nella manutenzione
Il quadro emerso dai sopralluoghi, come ricostruito dagli stessi verbali dell'Ats, è quello di una situazione igienica fuori controllo. Non si trattava di episodi isolati o di dimenticanze occasionali, ma di una “presenza diffusa e massiva” di blatte, rinvenute sia vive che morte non soltanto nelle cucine e nei laboratori di preparazione, ma anche nei depositi, negli spogliatoi riservati al personale e persino nelle parti comuni dell’intera struttura. Una diffusione, questa, che secondo i tecnici sarebbe riconducibile principalmente a “gravi carenze nelle operazioni di pulizia” e a una manutenzione ordinaria dell’edificio rivelatasi del tutto inadeguata a prevenire simili infestazioni -2-4-7. Lo sporco pregresso, accumulato e non rimosso con la dovuta tempestività e profondità, ha di fatto creato un habitat ideale per la proliferazione degli insetti, trasformando quello che doveva essere un polo d’eccellenza gastronomica in un caso di cronaca nazionale per le sue criticità.
Lo scenario desolante del giorno dopo, tra secchi e stracci in un mercato semivuoto
Nella giornata di venerdì, all’indomani della diffusione della notizia e delle conseguenti chiusure, l’atmosfera all’interno del Mercato Centrale appariva surreale e decisamente spettrale. Là dove solitamente transitano milioni di visitatori all’anno, creando un viavai incessante di persone intente a consumare un pasto veloce o ad acquistare specialità enogastronomiche, regnava un silenzio insolito, rotto soltanto dal rumore dei lavori di pulizia in corso. Le cucine delle attività sospese, costrette al fermo, si erano trasformate in cantieri improvvisati, con secchi, mocio, stracci e flaconi di disinfettante sparsi un po’ ovunque a testimoniare la frenetica – e forse tardiva – corsa al ripristino della normalità -5. Un’immagine, questa, che rende bene l’idea dello choc subito da una struttura che fino al giorno prima rappresentava una delle mete preferite per una sosta sicura e di qualità, un biglietto da visita per la città, e che ora si trova a fare i conti con una realtà fatta di incuria e scarsa attenzione alle norme fondamentali della ristorazione.




