Il Mercato Centrale di Milano e la presenza di blatte: 17 attività sospese dall'Ats
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Redazione Interno
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Due giorni di controlli, precisamente il 18 e il 19 febbraio, e un bilancio che gli ispettori dell’Agenzia di Tutela della Salute (Ats) della Città Metropolitana di Milano hanno definito impietoso, hanno portato alla luce una situazione igienico-sanitaria critica all’interno del Mercato Centrale, la struttura inaugurata nel 2021 che si affaccia su piazza IV Novembre, nei pressi della Stazione Centrale. Ventisette sono state le attività operative sottoposte a verifica, tra cui figurano punti di ristorazione, tavole calde, bar con pizzeria e pasticcerie, e al termine dei sopralluoghi soltanto quattro esercizi sono risultati pienamente conformi alle normative vigenti, mentre per diciassette di loro è scattata la sospensione immediata dell’attività. Altri sei locali, invece, pur non incorrendo nella chiusura, hanno ricevuto prescrizioni precise con l’obbligo di adeguarsi rapidamente alle disposizioni igienico-sanitarie.
Una presenza diffusa di infestanti e carenze nelle pulizie
Il quadro emerso dalle ispezioni, come spiegato dall’Ats in una nota ufficiale, dipinge una realtà fatta di negligenze diffuse e manutenzione carente. Al centro delle contestazioni vi è il ritrovamento di blatte, sia vive sia morte, in diversi punti della struttura, non limitati ai soli spazi delle singole botteghe alimentari. Gli insetti, secondo quanto ricostruito, sono stati infatti rinvenuti anche in aree comuni, depositi e spogliatoi, a testimonianza di un problema che non riguarda soltanto i singoli esercenti ma l’intera gestione del polo gastronomico. Gli ispettori, nel dettaglio dei loro rapporti, hanno sottolineato la presenza di sporco pregresso non rimosso e residui alimentari, elementi che riconducono direttamente a operazioni di pulizia non eseguite correttamente o con la frequenza necessaria in un contesto ad alta densità di manipolazione del cibo.
Le scuse della società di gestione e l'impegno al ripristino
A fronte dei provvedimenti adottati dall’autorità sanitaria, che hanno di fatto paralizzato gran parte dell’offerta commerciale del Mercato Centrale, è giunta una replica ufficiale da parte della società che gestisce la struttura. In una nota diffusa per chiarire la propria posizione, Mercato Centrale ha espresso le proprie scuse alla clientela, dichiarandosi completamente a disposizione degli enti preposti per garantire un celere adempimento a quanto prescritto. La società ha tenuto a precisare come, nel suo operato, venga prestata quotidianamente la massima attenzione ai temi della pulizia e dell’igiene, citando a supporto di questa tesi l’esistenza di controlli interni bisettimanali condotti in tutte le botteghe da un'apposita funzione aziendale, oltre a ingenti investimenti stanziati nel tempo e a una collaborazione continuativa con Grandi Stazioni. L’impegno ora, come si legge nella stessa comunicazione, è concentrato sulle azioni di ripristino necessarie per tornare alla piena conformità.
Il peso dell'ispezione sulla "boutique del cibo"
L’intervento dell’Ats, che ha avuto luogo a febbraio, ha quindi acceso un riflettore piuttosto crudo sulla gestione quotidiana di quello che viene spesso definito un tempio della gastronomia, un luogo pensato per valorizzare le eccellenze alimentari e attirare sia milanesi sia turisti. Le verifiche, che hanno interessato quasi la totalità degli operatori presenti all'interno dei quasi cinquemila metri quadrati su due piani dello stabile, hanno sollevato interrogativi non solo sulla singole attività ma anche sui protocolli di manutenzione e igiene degli spazi condivisi. La scoperta di una situazione così compromessa, a soli cinque anni dall’inaugurazione del polo, rappresenta un duro colpo per l’immagine di un progetto che punta sulla qualità e sulla salubrità dei propri prodotti. La palla, ora, passa alla capacità dei singoli esercenti e della società di gestione di sanare le criticità evidenziate, in attesa di nuovi controlli che possano certificare l’avvenuto adeguamento e consentire la riapertura delle numerose attività sospese.




