Kasparov teme un attentato: «La mia vita è in pericolo»

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Garry Kasparov afferma di essere stato avvertito dai servizi di sicurezza degli Stati Uniti e della Lituania che la sua vita è in pericolo e di aver adottato misure precauzionali. L’ex campione mondiale di scacchi, da anni oppositore del Cremlino e residente in esilio negli Stati Uniti, ha parlato dopo le notizie su un presunto piano per assassinare dissidenti russi all’estero. Kasparov ha spiegato che l’ipotesi di essere inserito, insieme al suo storico collaboratore Ivan Tyutrin, in una lista di persone da eliminare rappresenta comunque uno shock, pur sostenendo di non essere sorpreso dall’esistenza di una simile minaccia.

Il presunto piano contro gli oppositori russi all’estero

La vicenda si collega a un’inchiesta delle autorità statunitensi resa pubblica a settembre. Il Dipartimento di Giustizia americano ha incriminato cinque persone per presunti complotti che, secondo l’accusa, coinvolgerebbero l’intelligence russa e avrebbero avuto come obiettivo due esponenti dell’opposizione: uno negli Stati Uniti e uno in Lituania. Gli investigatori sostengono che fossero stati reclutati e pagati uomini incaricati anche di svolgere attività di sorveglianza sulle persone prese di mira. Uno degli imputati è indicato dalle autorità americane come un ufficiale dell’FSB, il servizio di sicurezza federale russo.

Negli atti giudiziari le identità dei due bersagli non sono state rese pubbliche: le autorità li hanno indicati come “Victim-1” e “Victim-2”. Lo stesso Kasparov ha precisato che né lui né Tyutrin hanno ricevuto la conferma di essere le persone nascoste dietro quelle definizioni. Il quotidiano spagnolo El Mundo ha però collegato il presunto piano all’ex scacchista e all’ex parlamentare russo Ilya Ponomaryov. Le ricostruzioni giornalistiche sui nomi dei possibili obiettivi non equivalgono quindi a un’identificazione ufficiale da parte degli investigatori americani.

Per il bersaglio residente negli Stati Uniti, il Dipartimento di Giustizia sostiene che il gruppo abbia tentato durante l’estate di organizzare l’uccisione di un “importante dissidente russo”. Secondo le ricostruzioni pubblicate sulla vicenda, per l'operazione sarebbe stato previsto un compenso nell’ordine dei 40 mila dollari. Sul versante lituano, invece, uno dei presunti agenti avrebbe offerto 25 mila dollari a un cittadino americano per assassinare un’altra persona. Quest’ultimo avrebbe rifiutato di partecipare all’azione, facendo fallire il progetto attribuito dagli inquirenti alla rete.

Tyutrin lascia la casa dopo l’avvertimento in Lituania

La minaccia ha avuto conseguenze concrete anche per il collaboratore dell’ex campione mondiale. Tyutrin, che vive a Vilnius, ha raccontato di essere stato avvertito dalle autorità lituane circa due settimane fa e di aver ricevuto l’indicazione di lasciare urgentemente la propria abitazione e liberarsi dell’automobile. L’attivista ha dichiarato di non sapere se sia lui la persona indicata come secondo bersaglio nell’indagine americana. Il suo rapporto con i servizi di sicurezza, però, era cominciato prima dell’ultimo allarme: dopo aver contribuito nel 2023 a raccogliere fondi per russi impegnati al fianco delle forze ucraine, aveva già ricevuto segnalazioni sul rischio per la propria sicurezza.

Durante un viaggio negli Stati Uniti nell’aprile dell’anno successivo, l’attivista ha raccontato di essere stato avvicinato da agenti dell’FBI all’aeroporto JFK di New York. Gli sarebbe stato comunicato che, essendo considerato vulnerabile a un possibile attacco, avrebbe ricevuto protezione durante la permanenza nel Paese. Secondo il suo racconto, agenti federali lo seguirono per due settimane. Al ritorno in territorio lituano fu poi posto sotto protezione statale; il dispositivo di sicurezza venne ritirato alcuni mesi più tardi.

Dagli scacchi all’opposizione politica al Cremlino

La posizione politica dell’ex campione è legata a una lunga attività contro il potere russo. Dopo essersi ritirato dagli scacchi professionistici nel 2005, ha concentrato progressivamente la propria attività sull’opposizione politica e da oltre un decennio vive a New York. Dopo l’annessione russa della Crimea, nel 2016 fondò con Tyutrin il Free Russia Forum, organizzazione che sostiene anche l’Ucraina e promuove conferenze contro la guerra. Mosca ha successivamente inserito il Forum tra le organizzazioni “indesiderabili” e, nel 2025, nell’elenco russo delle organizzazioni considerate “terroristiche”.

Le autorità russe hanno adottato provvedimenti anche direttamente contro l’ex campione mondiale, inserendolo nelle liste degli “agenti stranieri” e dei “terroristi ed estremisti”. Kasparov ha dichiarato che gli avvertimenti ricevuti non interromperanno la sua attività politica e che non intende nascondersi. Il Cremlino, interpellato a settembre sulle accuse formulate negli Stati Uniti riguardo ai presunti complotti, ha affermato di non vedere ragioni per commentarle in assenza di quelle che considera prove e fatti credibili. Mosca ha inoltre negato in passato di organizzare operazioni di questo tipo in territorio straniero.

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