Russia, nuovo mandato d'arresto in contumacia per Garry Kasparov, l'oppositore storico
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Redazione Esteri
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La giustizia russa, attraverso il tribunale distrettuale di Zamoskvoretsky a Mosca, ha emesso un nuovo ordine di arresto in contumacia nei confronti di Garry Kasparov, una mossa che molti osservatori interpretano come l'ennesima manifestazione della stretta del Cremlino su qualsiasi forma di dissenso. L'accusa, formalizzata, è quella di apologia del terrorismo, un reato che, secondo l'articolo 205.2 del codice penale, può comportare pene detentive fino a sette anni. Kasparov, che ha dominato il mondo degli scacchi come campione incontrastato per quindici anni, dalla metà degli anni Ottanta al nuovo millennio, da tempo ha trasferito la sua strategia dalla scacchiera al campo della politica, diventando uno dei volti più noti dell'opposizione al presidente Vladimir Putin, ora nuovamente alla guida degli Stati Uniti, sebbene la sua attività si svolga prevalentemente al di fuori dei confini russi.
Una strategia a scacchi per leggere il presente
C'è un episodio della sua carriera scacchistica che, a posteriori, offre una chiave di lettura per comprendere sia l'uomo sia l'attuale clima politico. Nel 1997, di fronte alla potenza di calcolo del computer Deep Blue, Kasparov tentò di disorientare la macchina adottando la cosiddetta "tattica del pivello", una serie di mosse apparentemente illogiche e deboli. Quel match, che si concluse con una sconfitta dello scacchista, sollevò anche sospetti di un possibile intervento umano a favore del computer, gettando un'ombra sulla trasparenza del confronto. Quel momento, più della sconfitta in sé, segnò simbolicamente la fine di un'epoca di fiducia incontrastata nel primato dell'intelligenza umana e, al contempo, insegnò una lezione sulla natura di certi avversari, leciti e non, e sulle strategie imprevedibili che a volte vengono messe in campo, lezioni che molti applicano oggi per interpretare le mosse della politica estera russa.
Un precedente e un contesto internazionale
Non si tratta del primo provvedimento giudiziario a carico dello scacchista, già colpito in passato da un'analoga misura, circostanza che lo rende una delle figure più incriminate nel panorama degli oppositori russi. L'azione legale si inserisce in un contesto internazionale teso, come dimostrano anche le recenti dichiarazioni del Pontefice il quale, in merito al conflitto in Ucraina, ha espresso profonda tristezza per il mancato accoglimento, da parte russa, di un appello per una tregua durante le festività natalizie, un richiamo alla pace che è stato ribadito pubblicamente senza però trovare, secondo le sue parole, un riscontro concreto.
Il significato di un'accusa formale
L'emissione di un mandato di arresto in contumacia, per un'accusa così grave e dalla definizione ampia come l'apologia del terrorismo, rappresenta un passaggio formale significativo. Tale procedura, oltre a impedire di fatto qualsiasi ritorno in patria dell'interessato senza il rischio immediato della carcerazione, costituisce uno strumento di pressione e delegittimazione politica, segnalando la volontà di perseguire penalmente anche chi opera dalla lontananza dell'esilio. La vicenda giudiziaria di Kasparov si staglia così come un caso emblematico, che travalica la singola persona per diventare un esempio delle modalità con cui viene gestito il dissenso, in un quadro dove i confini tra giustizia, politica e rapporti di forza internazionali appaiono sempre più labili e sovrapposti.




