Funerali a porte chiuse per la bimba uccisa dal pitbull ad Acerra
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Interno
-
Si sono svolti oggi, nel duomo di Acerra, i funerali in forma strettamente privata di Giulia Loffredo, la bimba di nove mesi morta nella notte tra sabato e domenica scorsi dopo essere stata aggredita dal pitbull di famiglia. La cerimonia, celebrata dal vice parroco don Gustavo Arbellino, si è tenuta a porte chiuse, con la sola presenza di familiari e amici più stretti, in un clima di profondo dolore e raccoglimento. La piccola, battezzata proprio in quella chiesa pochi mesi fa, è stata ricordata con parole commoventi: «Ripartite dal vostro amore che vi aveva donato questa meravigliosa bambina, che ora si trova sotto il manto della Vergine», ha detto il sacerdote durante la funzione.
La tragedia, che ha sconvolto non solo la famiglia ma l’intera cittadina campana, risale alla tarda serata di sabato, quando Giulia, mentre dormiva accanto al padre nel lettone, è stata attaccata dal cane di casa. Nonostante i soccorsi immediati, la piccola non ce l’ha fatta. La dinamica dell’accaduto è ancora al centro delle indagini, coordinate dalla Procura di Nola, che ha ascoltato il padre della bimba, Vincenzo Loffredo, indagato per omicidio colposo.
Intanto, emergono nuovi dettagli che complicano il quadro giudiziario. Secondo quanto dichiarato dall’avvocato difensore del padre, la scena della tragedia sarebbe stata contaminata dai familiari, che avrebbero ripulito l’appartamento la mattina successiva all’aggressione, eliminando tracce di sangue nonostante la casa fosse già sotto sequestro. Una mossa che, se confermata, potrebbe avere ripercussioni legali significative, aggiungendo ulteriori interrogativi a una vicenda già drammatica.
All’uscita del feretro, palloncini bianchi e rosa hanno accompagnato il commiato della piccola Giulia, mentre la comunità di Acerra continua a interrogarsi su come sia potuto accadere un fatto così atroce. Le indagini proseguono, con gli investigatori al lavoro per ricostruire ogni dettaglio della notte della tragedia, comprese le condizioni del cane e le dinamiche che hanno portato all’aggressione.




