La notte di paura dei cavalli in fuga a Roma, indagini interne ai vigili per i petardi

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Una trentina di cavalli al galoppo, in piena notte, tra le auto in corsa sulla Cristoforo Colombo: la suggestione cinematografica, che nelle prime ore di sabato ha trasformato un tratto della consolare romana in un set impazzito, si è infranta contro il drammatico bilancio di quattro feriti – tre militari dell’Esercito e un'agente della Polizia di Stato – e di un cavallo che, a causa delle lesioni riportate, è stato poi abbattuto.

Quanto accaduto nell’area delle Terme di Caracalla, dove si stavano svolgendo le prove generali per la parata del 2 giugno, ha assunto rapidamente i contorni di un caso giudiziario, al centro del quale finiscono ora alcuni caschi bianchi del Comando di Roma Capitale. L’elemento scatenante del fuggi fuggi, secondo la ricostruzione fornita dagli inquirenti e ammessa in prima persona da un agente della municipale, sarebbe stato lo scoppio di una batteria di fuochi d’artificio, esplosa a poca distanza dagli animali in un clima di presunta “goliardia” tra colleghi.

Il «gesto idiota» del vigile e l’ammissione in Procura

A parlare, con una durezza che lascia poco spazio a fraintendimenti, è stato il comandante della polizia locale, Mario De Sclavis: l’accensione dei botti – che l’uomo ha definito senza mezzi termini un «gesto idiota» – sarebbe avvenuta per mano di un agente in servizio, il quale avrebbe poi riferito di aver agito per “scherzo” mentre si trovava in compagnia di altri colleghi.

Dalle indagini, condotte a doppia firma con l’Arma dei Carabinieri, emergerebbe il coinvolgimento di almeno quattro appartenenti al Corpo, sebbene le rispettive responsabilità siano ancora oggetto di accertamento. Sebbene l’indagato, al momento della detonazione, si trovasse a una distanza di circa duecento metri dagli animali, la correlazione tra il forte boato e la conseguente, immediata fuga dei cavalli – che trasportavano in sella i cavalieri dei Lancieri di Montebello – appare agli investigatori come un nesso causale difficilmente eludibile.

De Sclavis, pur esprimendo «profondo dispiacere» e solidarietà verso le «vittime incolpevoli», ha dovuto precisare che i provvedimenti disciplinari, come la sospensione o il licenziamento, non potranno essere formalizzati prima che i soggetti coinvolti risultino formalmente iscritti nel registro degli indagati.

Carambole e ricoveri: il bilancio dei feriti sulla Colombo

La carica degli animali – trentadue secondo le stime più aggiornate – ha seminato il panico lungo la Cristoforo Colombo per un tratto di circa sette chilometri, provocando tamponamenti a catena e momenti di autentico terrore tra gli automobilisti.

Una delle testimonianze più drammatiche è quella di Sabrina Sgarra, 38 anni, la cui utilitaria è stata letteralmente travolta e accartocciata dal passaggio della mandria: «Adesso ci rido, ma ieri ero sconvolta», ha raccontato, descrivendo l’incredulità provata nel vedere una massa di oltre mezza tonnellata lanciata contro la sua Smart. I soccorsi hanno individuato quattro appartenenti alle forze dell’ordine rimasti contusi nel tentativo di arginare la corsa.

La situazione clinica più delicata riguarda una militare dell’Esercito (una soldatessa dei Lancieri di Montebello) che ha riportato la frattura di alcune costole e la perforazione di un polmone, oltre a un’agente della Polizia di Stato colpita violentemente al volto. Gli altri due militari, sebbene feriti, non sarebbero in pericolo di vita. Quindici animali, recuperati in diverse zone della Capitale fino all’Eur, sono stati affidati alle cure dei veterinari, mentre per uno di loro – come accennato – non c’è stato nulla da fare.

Accertamenti in corso e ipotesi di reato

La Procura della Repubblica, già informata dai carabinieri di Roma Centro tramite un’informativa dettagliata, sta valutando la possibilità di aprire un fascicolo per lesioni colpose e, probabilmente, per accensione illegale di materiale pirotecnico. La polizia locale, in un comunicato ufficiale, ha sottolineato che le verifiche tecniche sono in corso e che si stanno acquisendo tutte le immagini dei sistemi di videosorveglianza della zona per accertare se le esplosioni siano avvenute in un unico punto o in luoghi differenti.

Il comandante De Sclavis ha garantito la massima collaborazione con la magistratura, auspicando che la leggerezza di «pochi sciocchi» – come li ha definiti – non finisca per gettare discredito sull’intero Corpo, composto da oltre seimila lavoratori. Al momento, nessuna ipotesi viene esclusa dagli inquirenti, nemmeno quella di un eventuale concorso di colpa nella gestione della sicurezza dell’evento, mentre la città di Roma torna lentamente alla normalità dopo una notte di caos e poltrone insonni nei comandi della Capitale.

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