Code Vein 2, il debutto in early access tra le luci fioche della critica
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Scienza e Tecnologia
-
Il ritorno di Bandai Namco nel filone soulslike, con l’uscita in accesso anticipato di Code Vein 2, si è scontrato con una recezione tutt’altro che trionfale da parte della stampa specializzata, la quale – pur riconoscendo alcuni pregi estetici – ha sottolineato con una certa unanimità una ricerca d’identità ancora incompiuta. Le promesse di un’esperienza più libera e maggiormente personalizzabile, infatti, sembrano essersi parzialmente infrante contro meccaniche di gioco che, pur riprendendo il linguaggio tipico del genere, stentano a trovare una cifra originale e convincente, finendo per apparire come una distillazione eccessivamente semplificata di elementi già noti. Una dinamica, questa, che era già emersa nel primo capitolo del 2019, quando l’editore aveva tentato di “liquefare” la sfida proibitiva tipica dei titoli ispirati a Dark Souls per aprirsi a un pubblico più ampio, operazione allora condivisa da produzioni come The Surge di Deck13.
Le prime reazioni della community e i problemi tecnici
Parallelamente al tiepido responso della critica, si sono levate – e non sono poche – le voci degli utenti che, su Steam, hanno già avuto modo di testare la versione in early access riservata ai possessori delle edizioni Deluxe e Ultimate. La pagina del gioco, al momento, raccoglie centinaia di recensioni, molte delle quali negative, che portano l’indice di gradimento a una soglia appena sufficiente, attestandosi intorno al cinquanta per cento. Molti, tra coloro che hanno investito nel Titolo in anticipo, segnalano una serie di problemi tecnici e di prestazioni che minano la fluidità dell’esperienza, critiche che rischiano di offuscare il lancio globale previsto per la fine di gennaio sulle principali piattaforme di nuova generazione.
Il framework narrativo e le meccaniche di gioco
Il titolo, come annunciato dal trailer di lancio, invita i giocatori a immergersi in un viaggio epico dove il tempo diventa un’arma, consentendo di attraversare le versioni passate e presenti di un mondo da esplorare per svelare i retroscena di una drammatica battaglia finalizzata a salvare l’umanità. Un impianto narrativo che, sulla carta, promette suggestioni interessanti e una struttura temporale potenzialmente innovativa. Tuttavia, stando a quanto emerso dalle prime analisi, questa ambizione narrativa non troverebbe un corrispettivo altrettanto solido nel gameplay, il quale – nonostante alcuni momenti di piacevole esplorazione – rimarrebbe ancorato a una formula che fatica a decollare, oscillando tra l’omaggio e l’emulazione senza riuscire a imporre una visione realmente distintiva.
Il contesto e le attese disattese
L’operazione commerciale e creativa di Bandai Namco si inserisce in un contesto di mercato saturo di proposte simili, dove la sola riproposizione di elementi collaudati, se non supportata da un’esecuzione impeccabile e da una chiara personalità, risulta sempre più insufficiente per conquistare sia gli appassionati del genere sia i neofiti. L’accesso anticipato, in questo senso, ha funzionato come un termometro prezioso, rivelando una temperatura non ottimale e una serie di criticità che l’editore – si presume – dovrà necessariamente affrontare prima del debutto ufficiale. Resta da vedere, ovviamente, quanto del materiale ora disponibile verrà raffinato e corretto, dato che la natura stessa dell’early access presuppone un prodotto ancora in evoluzione.




