Trump vuole chiudere il dipartimento dell'Istruzione, ma il Congresso frena
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Redazione Esteri
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Donald Trump, da sempre critico verso la struttura federale dell'istruzione, sembra intenzionato a portare avanti una delle sue promesse più controverse: la chiusura del dipartimento dell'Istruzione. Secondo quanto riportato dal Washington Post, il presidente starebbe per firmare un ordine esecutivo che incaricherebbe la segretaria all'Istruzione, Linda McMahon, di avviare il processo per smantellare l'agenzia. La bozza del provvedimento, sebbene non definitiva, specifica che McMahon dovrà compiere "tutti i passi necessari" per facilitare la chiusura, "nella massima estensione consentita dalla legge".
Tuttavia, la strada per raggiungere questo obiettivo è tutt'altro che semplice. L'abolizione del dipartimento richiederebbe l'approvazione del Congresso, con un voto favorevole di almeno 60 senatori. Un traguardo che appare improbabile, considerando che i repubblicani controllano solo 53 seggi al Senato. Trump, che non ha mai fatto mistero della sua avversione verso un sistema educativo centralizzato, punta a ridurre il ruolo federale in materia di istruzione, trasferendo maggiori poteri agli stati.
La nomina di McMahon, confermata dal Senato lo scorso lunedì, sembra essere un tassello fondamentale di questa strategia. La neo-segretaria ha già comunicato ai dipendenti del dipartimento che la sua "missione finale" sarà quella di eliminare la burocrazia e decentralizzare l'autorità, affidando agli stati la gestione delle politiche educative. Un approccio che, se da un lato potrebbe ridurre il peso del governo federale, dall'altro solleva dubbi sulla possibile frammentazione del sistema scolastico nazionale.
Nonostante le indiscrezioni, però, la Casa Bianca ha smentito categoricamente l'esistenza di un ordine esecutivo pronto per la firma. La portavoce presidenziale ha definito "fake news" le voci circolate in alcune testate, tra cui il Wall Street Journal, secondo cui Trump avrebbe pianificato di avviare lo smantellamento del dipartimento entro la fine della settimana. Fonti interne, tuttavia, hanno lasciato intendere che l'ipotesi non sia del tutto scartata, alimentando un dibattito che divide non solo i partiti, ma anche l'opinione pubblica.
La questione, oltre a essere un banco di prova per l'amministrazione Trump, rischia di avere ripercussioni significative sul futuro dell'istruzione negli Stati Uniti. Se da un lato i sostenitori del presidente vedono nella chiusura del dipartimento un'opportunità per ridurre il controllo federale e favorire l'autonomia locale, dall'altro i critici temono che una simile mossa possa minare l'equità e la qualità dell'istruzione, soprattutto negli stati meno ricchi.




