Il Festival diffuso tra numeri da capogiro e la Sanremo vissuta per le strade
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Redazione Cultura e Spettacolo
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La macchina organizzativa del settantaseiesimo Festival di Sanremo, giunta ormai al suo cuore pulsante con le ultime serate, conferma la doppia anima di un evento che tracima letteralmente dagli storici confini del Teatro Ariston per andare a occupare ogni spazio disponibile della città ligure, trasformando piazze, vicoli e persino i locali più esclusivi in un palcoscenico continuo, un palinsesto parallelo fatto di incontri, promozione e, naturalmente, musica. Se le telecamere della Rai inquadrano il palco principale, fuori sono i cantanti in gara a vivere una dimensione altrettanto cruciale, quella del contatto diretto con il pubblico e con i media, un viavai incessante di artisti che si spostano tra le emittenti radiofoniche allestite per l'occasione e i temporary shop, come dimostra il fermento raccontato nel corso delle ultime conferenze stampa, dove l'entusiasmo per le esibizioni si mescola alla stanchezza di una settimana vissuta a ritmi serratissimi.
La città come estensione naturale del palco
Non si tratta semplicemente di eventi collaterali, ma di un vero e proprio format, voluto e organizzato nei minimi dettagli, che porta la kermesse fuori dalle mura del teatro, un progetto talmente complesso da aver richiesto, già nelle settimane precedenti l'inizio della manifestazione, apposite riunioni in Prefettura per delineare le misure di sicurezza e la viabilità, con controlli intensificati in quelle che sono state definite le "zone calde" come Piazza Colombo, Piazza Borea d'Olmo, il Casinò e l'area portuale, dove una nave da crociera offre una visuale inedita sulla città. In questo contesto di sicurezza rafforzata, che prevede anche il divieto di sorvolo sul centro cittadino, il Suzuki Stage in Piazza Colombo rappresenta forse l'esempio più lampante di questa filosofia, un palco all'aperto che per l'intera settimana ospita artisti del calibro di Gaia, Bresh, The Kolors, Francesco Gabbani e i Pooh, regalando alla città spettacoli gratuiti e creando un cortocircuito emotivo tra chi il biglietto per l'Ariston non è riuscito a procurarselo e chi, invece, la musica la vive da protagonisti. La stessa Suzuki, del resto, si conferma sponsor storico e auto ufficiale della manifestazione per il tredicesimo anno consecutivo, a testimonianza di un legame che va oltre la semplice esposizione pubblicitaria per diventare parte integrante del racconto, come nelle clip social che vedono protagonista Carlo Conti a bordo della Swift Hybrid o nel progetto "Sotto Sanremo", capace di ribaltare il punto di vista sul festival con uno sguardo più giovane e ironico.
Numeri, bilanci e l'indotto di una settimana
Mentre la città vive questa invasione benefica e pacifica, fatta di selfie, autografi e code ai locali, i numeri che emergono dalle analisi economiche dipingono il ritratto di una macchina finanziaria di proporzioni imponenti, una sorta di "Super Bowl in salsa tricolore" come qualcuno l'ha definito, capace di generare un indotto che va ben oltre i confini della riviera ligure. Le stime parlano chiaro: a fronte di ricavi pubblicitari che dovrebbero attestarsi intorno ai 75 milioni di euro, in crescita rispetto ai 65,3 dell'edizione precedente, e di costi organizzativi stimati tra i 20 e i 25 milioni, il margine lordo per Viale Mazzini si aggirerebbe sui 50 milioni, una cifra che non solo ripaga interamente l'investimento, ma contribuisce in modo sostanziale al bilancio della tv pubblica, sollevandola di fatto dall'onere di gravare sul canone dei contribuenti. L'impatto complessivo sul sistema Paese, calcolato da società di analisi come EY-Parthenon, raggiunge picchi notevolissimi, stimati intorno ai 252 milioni di euro di valore della produzione, con un contributo al Pil di quasi 96 milioni e l'attivazione di oltre 1.300 posti di lavoro equivalenti, un indotto che spazia dall'ospitalità alberghiera e ristorazione, ai trasporti, fino ai servizi e alla logistica, confermando come l'evento sia un motore economico formidabile per l'intero territorio. Non mancano, in questo quadro, anche le voci relative ai cachet, con Carlo Conti che dovrebbe percepire circa 600mila euro e i co-conduttori cifre che si aggirano tra i 100 e i 200mila, mentre per i cantanti in gara il rimborso spese è stato aumentato a 75mila euro, a coprire almeno in parte le spese vive di una settimana di promozione intensiva.
Il dietro le quinte e la macchina dei ricordi
E mentre l'attenzione è catalizzata dalle performance sul palco e dai numeri spaventosi della raccolta pubblicitaria, la macchina dei ricordi e delle emozioni collettive continua a funzionare a pieno regime, innescata non solo dalla musica ma anche dai momenti di televisione "generalista" che uniscono il Paese. Nella terza serata, ad esempio, l'attenzione si è concentrata sulla finale delle Nuove Proposte, vinta da Nicolò Filippucci con "Laguna", mentre Angelica Bove si è aggiudicata i premi della critica intitolati a Mia Martini e Lucio Dalla, a riprova di una tradizione che guarda al futuro senza dimenticare le proprie radici. La serata, condotta da Carlo Conti e Laura Pausini affiancati dalla modella Irina Shayk e da Ubaldo Pantani, ha visto anche l'esibizione di super ospiti internazionali come Alicia Keys, in duetto con Eros Ramazzotti, e un momento toccante dedicato alla pace, con la stessa Pausini che ha intonato "Heal The World" insieme al Piccolo Coro dell'Antoniano, in un connubio di leggerezza e impegno civile che da sempre caratterizza la kermesse. Fuori dal teatro, intanto, la vita continua a scorrere sul filo della musica e dell'ironia, come dimostra la fuga in tandem di Colombre e Maria Antonietta, che al termine della loro esibizione hanno letteralmente "abbandonato" il retro dell'Ariston per inerpicarsi per le strade di Sanremo, trasformando un'uscita di scena in un piccolo evento virale, una performance nella performance che cala perfettamente il loro brano "La felicità e basta" nella dimensione più autentica e quotidiana della città.




