Borsa: la febbre dell'intelligenza artificiale non contagia l'Europa, Milano in attesa della Fed

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Le piazze finanziarie europee hanno chiuso una seduta caratterizzata da un'atmosfera di attesa, mostrando performance contrastanti mentre gli investitori orientavano i propri sguardi, con una certa apprensione, verso gli sviluppi attesi dopo la chiusura dei mercati del Vecchio Continente. Le scommesse su un nuovo taglio dei tassi d'interesse da parte della Federal Reserve, dato ormai per scontato, e le aspettative positive sui bilanci trimestrali delle grandi Corporation tecnologiche statunitensi, le cosiddette Big Tech, non sono infatti riuscite a innescare un trend rialzista generalizzato. L'andamento dei listini è rimasto pertanto frammentato, riflettendo una prudenza dettata dall'incertezza su quanto sarebbe accaduto a Wall Street e, soprattutto, sulle parole che il presidente della Fed, Jerome Powell, avrebbe pronunciato per delineare la futura traiettoria dei tassi, una prospettiva resa più complessa dalla carenza di dati macroeconomici aggiornati a causa del prolungato "shutdown" amministrativo.

Piazza Affari in controtendenza

In questo quadro di incertezza generalizzata, Piazza Affari è riuscita a distinguersi positivamente, segnando la sua quinta seduta consecutiva in rialzo e chiudendo con un incremento, seppur contenuto, che si è attestato attorno allo 0,3%. A trainare l'indice Ftse Mib sono state principalmente le banche, un settore che ha beneficiato del clima di attesa per le decisioni delle banche centrali, con Fineco che ha fatto registrare una delle performance più brillanti. A controbilanciare questi risultati, il comparto del lusso ha mostrato invece qualche segno di debolezza, con titoli come Moncler che hanno ceduto terreno, dimostrando come la "febbre" per l'intelligenza artificiale, che sta galvanizzando gli investitori oltreoceano, non abbia al momento contagiato in maniera uniforme tutti i settori del listino italiano.

Lo scenario internazionale in attesa del verdetto

Oltre all'attesa per il verdetto della Fed, il menu della serata prevedeva anche la pubblicazione dei conti trimestrali di colossi come Alphabet, la holding di Google, Meta, proprietaria di Facebook, e Microsoft, i cui risultati sono visti come un termometro cruciale per misurare la solidità dell'ormai onnipresente trend legato all'AI. Mentre l'Europa chiudeva i battenti in ordine sparso, con Londra e Madrid in positivo e Francoforte e Parigi in lieve calo, su Wall Street l'ottimismo sembrava prevalere, favorito anche dall'annuncio di un accordo sui dazi tra gli Stati Uniti e la Corea del Sud e in vista dell'imminente incontro tra il presidente Donald Trump e il leader cinese.

I movimenti nel dettaglio

Analizzando più da vicino i movimenti di Piazza Affari, oltre al settore bancario hanno mostrato dinamismo anche altri titoli, sebbene il comparto del lusso, con i suoi cali, abbia esercitato una pressione al ribasso. L'oro, tradizionale bene rifugio in periodi di incertezza, ha continuato la sua corsa, superando la soglia dei quattromila dollari, un segnale che non è passato inosservato agli analisti. Lo spread, per parte sua, ha mantenuto un andamento stabile, mentre l'euro ha mostrato qualche oscillazione in attesa delle comunicazioni della Bce, il cui appuntamento è calendarizzato per il giorno successivo, completando un quadro di due giorni estremamente intensi per i mercati globali.

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