Stellantis Pomigliano, secondo giorno di paralisi
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Redazione Interno
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Il secondo giorno di blocco produttivo alla Stellantis di Pomigliano d'Arco, causato dal presidio dei lavoratori dell'indotto Trasnova e Logitech, ha raggiunto l'obiettivo principale di fermare la produzione delle vetture Fiat Panda e Alfa Romeo Tonale. Nessuna attività è stata programmata dall'azienda automobilistica per questa giornata, e non si sa quando lo stabilimento riaprirà. Il picchetto al varco merci, organizzato dagli operai dell'indotto, ha determinato la paralisi delle attività produttive, evidenziando la gravità della situazione.
Nel frattempo, a Melfi, nell'aula consiliare del Comune, si è levato un grido di aiuto dai lavoratori di Stellantis, dell'indotto e della logistica. Questo appello forte alla coesione di tutte le parti coinvolte, datoriali, sindacali e istituzionali, sottolinea la necessità di mettere al centro il lavoro per garantire la salvaguardia industriale, occupazionale e salariale. Sono richieste tutele e misure straordinarie per i lavoratori, che garantiscano continuità di salario alle famiglie, nella prospettiva di individuare altre soluzioni.
La protesta dei lavoratori Trasnova, che hanno trascorso la seconda notte davanti alla fabbrica, continua in attesa di una convocazione per un tavolo al Mimit, richiesto da Fismic e Fiom per discutere della loro vertenza. La mancanza di materiale, dovuta al blocco degli ingressi merci, ha causato un nuovo stop per lo stabilimento Stellantis di Pomigliano, fermando tutti i turni di lavoro.
Anche lo stabilimento Stellantis di Termoli suscita preoccupazione tra i lavoratori e i sindacati. La situazione critica del settore automobilistico in Italia è evidenziata dall'annuncio della cassa integrazione guadagni dal 16 al 21 dicembre, che coinvolgerà 400 operai nei reparti motori Gse e V6.




