Borse, gli operatori puntano su nuovi rialzi tra i timori per l’AI e l’attesa per i tagli della Fed
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Redazione Economia
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C’è ottimismo, certo, ma è un ottimismo cauto, quello che emerge dagli operatori finanziari interpellati da Assiom Forex in collaborazione con Il Sole 24 Ore Radiocor per il consueto sondaggio mensile di febbraio. Un ottimismo che deve fare i conti con una serie di variabili non certo trascurabili, prima fra tutte la tenuta del settore dell’intelligenza artificiale, un tema, quest’ultimo, che continua a dividere gli esperti e a tenere banco nei dibattiti del 32esimo Congresso annuale in corso al Lido di Venezia. La maggioranza degli intervistati, nonostante il permanere di incertezze di natura macroeconomica e geopolitica, ritiene che le Borse siano in grado di reggere l’urto, consolidando di fatto i guadagni ottenuti finora. Il 49 per cento degli operatori, come si legge nei dati del sondaggio, prevede listini in ulteriore rialzo, una quota in aumento rispetto al 43 per cento di gennaio, a dimostrazione di una fiducia di fondo che, pur traballante, non viene meno -1.
Ad alimentare questo sentiment, per quanto riguarda lo scenario americano, contribuisce la prospettiva di un allentamento della politica monetaria. La Federal Reserve, con Donald Trump nuovamente alla Casa Bianca, si avvia a completare quel percorso di normalizzazione dei tassi che gli operatori danno ormai in gran parte scontato. Il tasso neutrale, intorno al 3 per cento, è un traguardo che appare sempre più vicino, e questo sostiene le attese di un mercato azionario che, al di là dell’Oceano, continua a viaggiare a velocità doppia rispetto al Vecchio Continente. Luigi Buttiglione, fondatore e amministratore delegato di LB Macro, intervenuto a Venezia, ha individuato nella produttività il fattore chiave per spiegare il divario crescente tra le due sponde dell’Atlantico, una divergenza, la loro, che non accenna a ridursi ma anzi, se possibile, tende ad ampliarsi.
Il nodo dell’intelligenza artificiale e il suo impatto sui mercati
E proprio l’AI, del resto, è al centro di ogni riflessione strategica. Se da un lato rappresenta la principale locomotiva della crescita americana, dall’altro introduce elementi di vulnerabilità non indifferenti. Massimo Mocio, presidente di Assiom Forex, pur riconoscendo la solidità degli utili societari – le trimestrali continuano a sorprendere positivamente – ha messo in guardia da facili trionfalismi, sottolineando come l’impatto dell’intelligenza artificiale sul sistema bancario e finanziario sia ancora tutto da decifrare -2. Non si tratta, per gli istituti di credito, solamente di investire risorse, ma di integrarla nei modelli di business, di costruire competenze nuove, di formare figure ibride capaci di padroneggiare la tecnologia senza perdere di vista il fattore umano, quel “human in the loop” che rimane irrinunciabile, specialmente nei capital markets -6. La crescita esponenziale degli utili nel settore ha alimentato aspettative fortissime sulla redditività futura, spingendo verso l’alto i corsi azionari, ma il governatore della Banca d’Italia, Fabio Panetta, intervenuto al Congresso, ha invitato alla prudenza: le valutazioni correnti, ha osservato, potrebbero non inrare appieno i rischi, e in un contesto di incertezza tecnologica e macroeconomica, anche correzioni contenute potrebbero innescare effetti a catena -10.
La view degli operatori tra rialzi e correzioni
Se la gran parte degli operatori guarda al futuro con fiducia, non mancano però le voci fuori dal coro. Il sondaggio di febbraio fotografa infatti una realtà composita: accanto al 44 per cento che si aspetta incrementi tra il 3 e il 10 per cento, e a quel 5 per cento che ipotizza addirittura un balzo a due cifre, cresce anche la quota di chi prevede una flessione. Il 14 per cento degli intervistati scommette su un ribasso, contro il 9 per cento del mese precedente, e tra questi, la maggior parte indica perdite nell’intervallo tra il 3 e il 10 per cento -1. Segno che l’incertezza, nonostante tutto, si fa sentire, e che la dispersione delle aspettative, per usare le parole di Mocio, è destinata ad aumentare. Cala invece in maniera decisa, dal 48 al 37 per cento, la quota di coloro che scommettono sulla stabilità, quasi a voler significare che i mercati, per loro natura, sono ormai proiettati verso un movimento, in un senso o nell’altro.
La rivoluzione tecnologica nelle banche italiane
Nel frattempo, l’AI sta già cambiando il volto del settore finanziario italiano. Mauro Pastore, direttore generale del Gruppo Bcc Iccrea, intervenuto a Venezia, ha spiegato come la trasformazione in “AI company” sia una direttrice ormai obbligata per gli istituti di credito, un percorso che permette di rafforzare i rapporti con la clientela e di personalizzare l’offerta -3. L’intelligenza artificiale, del resto, entra già oggi nella determinazione del rischio di credito, nell’individuazione delle frodi e nella consulenza finanziaria, sebbene la strada da fare, come riconoscono gli stessi addetti ai lavori, sia ancora lunga e richieda strategie chiare e investimenti mirati, non solo in termini finanziari ma soprattutto di capitale umano. Il Congresso di Assiom Forex, con i suoi workshop e le sue tavole rotonde, rappresenta proprio il luogo dove queste strategie vengono discusse e messe a punto, in un confronto continuo tra operatori, istituzioni e mondo accademico -5.
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