Tragedie e ricordi in una stagione d’estate

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il corpo di Carlo Panizzo, il bambino di sei anni annegato lo scorso 11 agosto sulla spiaggia di Cavallino, è stato infine restituito alla famiglia senza che si procedesse all’autopsia. Gli inquirenti della procura di Venezia, i quali – com’è loro dovere – hanno voluto accertare l’eventuale sussistenza di concause che possano aver contribuito al decesso, si sono avvalsi di un esame cadaverico esterno e di una Tac. Dagli accertamenti, peraltro meno invasivi di una vera e propria autopsia, non sarebbe emerso alcunché di rilevante: nessun trauma riconducibile a un urto contro gli scogli, nessuna emorragia interna, né segni di un malore improvviso che possano in qualche modo spiegare la dinamica dell’immane tragedia. La salma, pertanto, è stata riconsegnata ai genitori affinché potessero celebrarne i funerali.

Accanto al feretro, una bicicletta e un pallone hanno simboleggiato, con un dolore muto e assoluto, la giovane vita stroncata. Sui cancelli del camposanto e nell’epigrafe, i suoi disegni e le dediche commosse: «Non ti dimenticheremo mai». Un addio collettivo a un bambino la cui sorte ha scosso l’intera opinione pubblica.

Nel frattempo, proprio mentre si svolgevano le esequie di Carlo, un altro episodio di cronaca ha riacceso l’allarme sulle spiagge. A Bibione, un bimbo di nazionalità straniera, in gita con la nonna e la sorellina, si è allontanato dall’ombrellone martedì 19 agosto, facendo scattare un’immediata operazione di ricerca. L’intervento della Capitaneria di porto di Venezia, coadiuvata da un elicottero, ha permesso di ritrovarlo sano e salvo a due chilometri di distanza, con il sollievo di tutti.

Sullo sfondo di queste vicende, che riportano l’attenzione sulla sicurezza dei più piccoli in ambienti marini, un altro fatto di sangue ha insanguinato le strade. Un quindicenne è stato travolto e ucciso mentre attraversava sulle strisce pedonali in bicicletta, un ennesimo giovane life spezzato che aggiunge un tassello di dolore a un’estate già segnata dalla tragedia.

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