Corteo per Roggero a Milano, l'evento nazionale si trasforma in presidio solitario

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo
INTERNO Preferisci Informazione.News su Google

Redazione Interno Redazione Interno   -   In un sabato pomeriggio qualunque, quello che doveva essere un evento di portata nazionale per sostenere il gioielliere Mario Roggero si è ridotto a un presidio solitario nel cuore di Milano. La manifestazione, ampiamente annunciata sui social come un corteo in difesa del gioielliere condannato in via definitiva per l'omicidio di due rapinatori, ha visto la partecipazione di una sola persona: l'organizzatrice stessa.

L'annuncio dell'evento e la mobilitazione delle forze dell'ordine

L'iniziativa era stata promossa da Stefania Caiafa, fondatrice dell'associazione animalista "Avanguardia animalista", che aveva elevato l'appuntamento a "manifestazione nazionale" attraverso un tam-tam social. L'evento, previsto per il pomeriggio di sabato 25 luglio in corso Venezia, aveva fatto scattare un imponente dispositivo di sicurezza. Le forze dell'ordine, che si aspettavano un'affluenza di circa 150 persone come comunicato in Questura, avevano schierato in zona agenti della Polizia, vigili urbani e personale della Digos.

Un presidio solitario tra megafono e cartello improvvisato

All'orario stabilito, però, il corteo annunciato non è partito. In corso Venezia si è presentata unicamente Stefania Caiafa, armata di un megafono nero nuovo di zecca e di un cartello scritto a mano con la penna multicolore di una vigilessa, sul quale campeggiava la scritta "Libertà per Mario Roggero". La donna, trovandosi da sola, ha trasformato la marcia in un sit-in di protesta, scandendo slogan a favore del gioielliere e chiedendo a gran voce giustizia.

La contestazione di un passante e le parole di Caiafa

La scena di una manifestante solitaria circondata da agenti di polizia non è passata inosservata e ha attirato le critiche dei passanti. Una donna ha contestato l'attivista con una frase che ha colto nel segno: "Ma non ti vergogni? Guarda quanto costi allo Stato, con le forze dell'ordine che sono qui per te e non presidiano la città". Di fronte alla contestazione, la Caiafa ha ribadito il suo impegno e le sue motivazioni, affermando: "Sono qua come cittadina, io ci metto la faccia perché non bisogna avere paura dei delinquenti.

La gente ha paura ad andare a lavorare, così non si vive più tranquilli e c'è chi si deve difendere come ha fatto il signor Roggero".

Il caso Roggero e la richiesta di grazia

La protesta solitaria si inserisce nel dibattito acceso che segue la vicenda giudiziaria di Mario Roggero, il gioielliere di Grinzane Cavour finito in carcere a Bollate dopo la condanna definitiva a 14 anni e 9 mesi per l'omicidio dei due rapinatori che avevano assaltato il suo negozio nel 2021. La Caiafa ha ribadito la sua posizione a favore del gioielliere, sostenendo che in quel momento Roggero "era stanco mentalmente" e che la sua reazione sarebbe stata una "difesa mentale" per le rapine subite, chiedendo per lui "la grazia o la riduzione della pena".

L'attivista ha infine rivolto una critica alla destra politica, accusandola di "non avere il coraggio di scendere in piazza per Roggero".

Puoi riutilizzare questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.