Gasolio, finisce lo sconto sulle accise: il prezzo sale a 2,25 euro al litro

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Il prezzo del gasolio torna a salire dopo la scadenza dello sconto sulle accise: da oggi il tetto applicato da Eni passa da 2,19 a 2,25 euro al litro. La fine dell’agevolazione fiscale ha fatto saltare il limite introdotto dalla compagnia petrolifera, che aveva legato la propria iniziativa proprio alla presenza della riduzione sulle imposte.

Il taglio fiscale sul diesel, pari a 6,1 centesimi al litro, è terminato alla mezzanotte del 6 ottobre senza che sia entrato in vigore il meccanismo delle accise mobili annunciato nei giorni precedenti. Il decreto interministeriale che avrebbe dovuto definire il nuovo intervento non è stato pubblicato, lasciando il carburante senza la compensazione prevista.

Come cambia il prezzo del diesel dopo la fine dell’agevolazione

Il limite massimo fissato da Eni era stato annunciato il 25 settembre con una durata prevista di 30 giorni. La soglia era stata stabilita a 2,19 euro al litro per il gasolio, mentre per la benzina il prezzo massimo indicato era di 1,99 euro al litro. Con la conclusione dello sconto fiscale, il tetto sul diesel è stato adeguato alla nuova situazione e ha raggiunto quota 2,25 euro al litro.

L’aumento deriva dal ritorno dell’accisa sul gasolio al livello precedente all’agevolazione. L’effetto sui prezzi praticati dalla rete Eni è stato di circa 6 centesimi al litro, mentre sulle medie nazionali l’impatto iniziale è risultato più contenuto. Le rilevazioni sui carburanti hanno indicato per il gasolio self service una media sulla rete stradale pari a 2,244 euro al litro.

Il mancato avvio delle accise mobili

La misura che avrebbe dovuto prendere il posto dello sconto temporaneo era il sistema delle accise mobili, un meccanismo collegato all’extragettito Iva generato dall’aumento dei prezzi energetici. L’obiettivo annunciato era utilizzare queste maggiori entrate per intervenire sul costo dei carburanti senza ricorrere allo stesso schema dei precedenti tagli generalizzati.

Il passaggio alla nuova formula richiedeva però un provvedimento specifico con l’indicazione di importi, durata e carburanti coinvolti. La mancata pubblicazione dell’atto ha impedito l’applicazione automatica dello sconto sostitutivo e ha lasciato spazio al ritorno dell’imposizione ordinaria sul diesel.

La strategia di Eni e le altre iniziative sui carburanti

Il price cap di Eni era stato presentato come un intervento temporaneo per contenere il costo dei rifornimenti. La compagnia aveva precisato fin dall’annuncio che il limite era collegato all’agevolazione fiscale sulle accise, motivo per cui la scadenza dello sconto ha modificato anche il valore massimo applicato nelle stazioni aderenti.

Parallelamente, Eni aveva annunciato anche un’iniziativa dedicata ai settori agricolo e della pesca, con una riduzione del 20% sui prezzi di gasolio e benzina a uso agricolo e motopesca, applicata dal 2 ottobre fino al 31 ottobre con possibilità di estensione in base all’andamento del mercato e alla disponibilità del prodotto.

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