Il caso Minetti e l’adozione in Uruguay: l’Inau parla di «valutazione regolare dopo un lungo iter»
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Interno
-
L’Istituto nazionale dell’infanzia e dell’adolescenza dell’Uruguay, l’Inau, ha definito «regolare» l’iter che ha portato all’affidamento di un bambino alla coppia formata da Nicole Minetti e Giuseppe Cipriani. La scelta, come ricostruito dal quotidiano locale El Observador, sarebbe giunta al termine di una «attenta valutazione comparativa» tra diverse famiglie candidate, un percorso lungo e complesso che avrebbe richiesto mesi di analisi prima di arrivare al via libera definitivo.
Tuttavia, alcuni passaggi di quella stessa procedura continuano a sollevare dubbi, alimentati da circostanze giudiziarie e personali che hanno riacceso i riflettori su un caso già di per sé delicato. La stessa Minetti, ex igienista dentale e condannata nel processo Ruby, si era vista riconoscere il diritto ad adottare il minore insieme al compagno, ma ora la vicenda assume contorni più oscuri a causa di due decessi avvenuti in Uruguay.
Il parere della legale (poi morta) e il consenso all’adozione
Un elemento centrale – e controintuitivo – nella ricostruzione della vicenda riguarda l’avvocata d’ufficio della famiglia biologica del bambino, una professionista che aveva espresso parere favorevole all’adozione. Secondo quanto documentato negli atti giudiziari, quella legale dichiarò in udienza che «vi sono elementi processuali e sostanziali sufficienti per accogliere» la richiesta presentata da Minetti e Cipriani. Un’affermazione di non poco conto, perché proveniva proprio dalla difensore della parte che, in via teorica, avrebbe potuto opporsi all’affidamento.
Ora quella stessa avvocata non è più in vita: si tratta di Mercedes Nieto, il cui fu trovato carbonizzato nel giugno 2024 insieme a quello del collega Mario Cabrera, all’interno della loro abitazione a Colinas de Garzón, nel dipartimento di Maldonado. La loro morte – avvenuta in un incendio le cui cause sono al vaglio delle autorità uruguaiane – ha acceso sospetti e richieste di approfondimento, tanto che la procura di Maldonado ha deciso di acquisire il fascicolo originale dell’adozione per verificare eventuali collegamenti.
Procura di Milano e rogatorie internazionali: si cercano le carte dell’adozione
La vicenda dei due legali morti è tornata dirompente all’attenzione pubblica quando si è scoperto che Nieto era stata difensore d’ufficio nell’iter adottivo che riguardava il bambino – la cui madre biologica, va detto, è scomparsa dalle scene – e la cui mamma adottiva è l’ex consigliera regionale lombarda. Non solo: la procura generale di Milano ha da tempo aperto un supplemento di indagine sul cosiddetto “caso della grazia” chiesta e ottenuta da Minetti, e proprio in quel contesto sono attesi a breve i primi esiti degli accertamenti richiesti all’estero, in Spagna e in Uruguay.
Dal canto suo, l’Inau ribadisce la regolarità formale del proprio operato. L’affidamento alla coppia Minetti-Cipriani – si legge ancora nella ricostruzione di El Observador – sarebbe frutto di una comparazione che ha visto prevalere quella candidatura su altre, dopo un lungo iter che prevede valutazioni psicologiche, sociali e patrimoniali. Ma il fatto che la legale di parte, poi morta in circostanze tragiche, avesse dato il proprio assenso rischia di essere letto a posteriori non come un elemento rassicurante, bensì come un tassello di un mosaico ancora opaco.
L’inchiesta uruguaiana e il nodo delle morti di Nieto e Cabrera
La procura di Maldonado, che indaga sulla morte dei due avvocati, ha quindi compiuto un passo formale: richiedere e acquisire il dossier completo dell’adozione collegato al caso Minetti. Un’azione che di per sé non implica alcuna ipotesi di reato legata all’affidamento, ma che mostra quanto quella tragedia (l’incendio in cui persero la vita Nieto e Cabrera) sia ormai intrecciata con le decisioni giudiziarie prese mesi prima. Gli investigatori uruguaiani vogliono verificare se esistano connessioni, anche indirette, tra il procedimento adottivo e la morte dei due legali, oppure se si tratti di due piani separati.
Nel frattempo, gli avvocati di Nicole Minetti hanno fornito una lettura precisa della vicenda: secondo loro, il parere positivo espresso dall’avvocata Nieto in udienza dimostrerebbe l’assenza di opposizioni sostanziali all’epoca dei fatti. Un argomento che, sulla carta, deporrebbe a favore della validità dell’adozione. Resta però il fatto che quella stessa professionista non può più confermare o spiegare le ragioni del proprio consenso, e che la sua scomparsa violenta ha trasformato un iter amministrativo – già complesso di per sé – in un giallo giudiziario tuttora aperto.




